Oddero Dolcetto d'Alba DOC 2016

ODD-DOLCETTO-2016

Nuovo prodotto

Il Dolcetto d'Alba DOC di Oddero fermenta a contatto con le bucce per 12 giorni, e matura in acciaio fino alla primavera successiva. È elegante e di pregevole struttura. Bel colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Profumo vinoso e fruttato. Morbido ed equilibrato dimostra di avere un buon corpo. Persistente con piacevole finale amarognolo.

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Scheda tecnica

NazioneItalia
RegionePiemonte
TipoVino Rosso
Vitignodolcetto d'Alba
DenominazioneDolcetto d'Alba DOC
Gradazione Alcolica13% vol.
FormatiBottiglia da 750 ml.
DegustazioneDi bella veste e color rosso rubino intenso, con sfumature violacee, ha un profumo vinoso, a volte fruttato, il sapore è asciutto, di buon corpo, gradevolmente amarognolo.
Abbinamenti gastronomiciA Tutto Pasto, Primi di Terra, Carni Bianche, Carni Rosse, Pollame
Temperatura di servizio16° – 18° C.
Bicchiere consigliatoCalice ampio a stelo lungo

Dettagli

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I VIGNETI

La superficie complessiva a vite di proprietà dell'azienda Oddero è di circa 35 ettari di cui 16,5 coltivati a Nebbiolo da Barolo e Barbaresco. Fanno parte dei possedimenti di famiglia una superficie di circa 6 ettari coltivata a nocciola, la prelibata Nocciola Piemonte IGP delle Langhe. Con i nuovi Disciplinari di Produzione per il Barolo ed il Barbaresco
sono state ufficialmente codificate le “Menzioni Geografiche Aggiuntive”, aree geografiche di particolare pregio per la coltivazione del Nebbiolo. Tra queste rientrano quelle che sono di proprietà storica dell’azienda Oddero e che sono utilizzate già dagli anni ‘80, in etichetta, per i nostri Barolo e Barbaresco.

LA FILOSOFIA PRODUTTIVA

Ci sono molti modi per avere rispetto del patrimonio naturale e della salute del consumatore, a volte si tratta di semplici accorgimenti quotidiani, alla portata di tutti, oppure di veri e propri piani di intervento, perfettamente calibrati, per la coltivazione più naturale possibile dei vigneti, come di altre colture agrarie. Dal 2008 abbiamo provato a cimentarci con pratiche biologiche nella conduzione dei vigneti, cambiando, anno dopo anno, qualche nostra abitudine radicata. Il primo passo è stato eliminare il diserbo chimico primaverile ed imparare a controllare meccanicamente le malerbe, anche sulla fila di ceppi nei filari (operazione non facile e… costosa, se eseguita manualmente). Abbiamo reintrodotto le buone pratiche di lavorazione del suolo usate nel passato. Pratiche che, dopo la vendemmia, sono fondamentali per arieggiare il suolo, arricchirlo di microrganismi utili (batteri e funghi), permettere la penetrazione dell’acqua delle precipitazioni invernali e primaverili e favorire l’assorbimento della sostanza organica. Per evitare l’uso di insetticidi abbiamo introdotto erogatori di feromoni studiati per la confusione sessuale dell’insetto Tignola. Per aiutare lo sviluppo delle viti e combattere l’erosione, infine, pratichiamo l’inerbimento interfilare con miscugli di sementi scelte e il sovescio, cioè lo sfalcio e l’interramento di queste essenze.
I buoni risultati raggiunti ci hanno invogliati ad andare avanti.
Dal 2011 abbiamo richiesto la conversione al biologico di alcuni vigneti di Nebbiolo e, nel 2017, tutti questi vigneti saranno certificati, per una superficie complessiva, e molto frazionata, di 18 ettari circa. Una volta convertiti i vigneti di Nebbiolo, sarà la volta di tutte le altre varietà. È un impegno: non abbiamo un unico corpo aziendale di 35 ha, ma piccoli vigneti (a volte di mezzo ettaro) distribuiti su un’ampia zona che va da La Morra a Serralunga d’Alba, da Monforte d’Alba a Castiglione Falletto, Neive, Trezzo Tinella. In cantina cerchiamo da sempre il massimo rispetto dell’integrità della materia prima, che rappresenta davvero la ricchezza e la versatilità del nostro suolo. Cerchiamo di lavorare affinché le nostre bottiglie di vino “siano” i vigneti che coltiviamo. Abbiamo la grande ricchezza di possedere alcuni tra i più belli ed importanti vigneti delle Langhe del Barolo e del Barbaresco, si tratta di una fortuna non da poco: “talenti” che non vanno sprecati. Non sarà semplice e ci vorrà l’impegno e soprattutto il “cuore” di tutti coloro che lavorano con noi. A loro va il nostro più sentito ringraziamento.

L'AZIENDA

Poderi e Cantine Oddero è uno dei marchi storici tra i produttori del Barolo. L’azienda ha radici che risalgono alla fine del XVIII secolo, quando gli avi della nostra famiglia cominciarono a vinificare in proprio. Le cantine, situate in Frazione Santa Maria di La Morra si innalzano su di un terrazzo naturale e gettano lo sguardo sulle colline delle Langhe. Immersa in un mare di curatissimi vigneti, la nostra azienda coltiva 35 ettari dei migliori cru delle Langhe e dell’Astigiano da cui ottiene l’eccellenza dei vini piemontesi:
Barolo, Barbaresco, Langhe Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Barbera d’Asti e Moscato. 
Sapienza antica e aggiornate tecniche produttive. Tenacia, pazienza, rispetto della materia prima e del territorio. Produrre vini per noi significa curare ogni dettaglio: dalla potatura invernale alle primaverili operazioni in verde, dai diradamenti alla vendemmia, fino alla pigiatura, la fermentazione e il lungo affinamento. La qualità è un valore che si scopre nei dettagli. 

LA STORIA

È difficile indicare con sicurezza una data di inizio della nostra vinificazione, in quanto i vigneti e le cascine che oggi abitiamo sono da sempre appartenuti alla nostra famiglia. Da uno studio dei documenti parrocchiali e comunali, tuttavia, risulta con sicurezza che gli Oddero sono presenti sul territorio di La Morra almeno dal XVIII secolo.
Attraverso scritti, atti notarili e fotografie private, sappiamo che Giovanni Battista Oddero (1794 -1874) – e in seguito i suoi figli Lorenzo (1821-1903) e Luigi (1832-1893) – a cavallo fra Settecento e Ottocento cominciarono a vinificare le uve prodotte.
È grazie a loro che il nostro vino prese le vie del mondo, dapprima venduto in piccoli fusti e damigiane e, dal 1878, in bottiglia, grazie agli sforzi del primo Giacomo Oddero (1851-1915). Alcuni recenti ritrovamenti dimostrano che, verso la fine del XIX secolo, il Barolo Oddero fosse già esportato, con successo, verso le Americhe, in piccoli fusti di legno di rovere.
Anche in Italia i vini Oddero conquistano importanti riconoscimenti. Nel 1911, il nostro Barolo è protagonista all’Esposizione Internazionale di Torino, prendendo parte alla degustazione organizzata dal Circolo Enofilo Subalpino, in occasione del 50° anniversario dell’Unità d’Italia.
 

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