Pelissero Tulin Barbaresco DOCG 2013

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Nuovo prodotto

Tulin è il nome con il quale dal 2001 Pelissero ha deciso di identificare il precedente Barbaresco fino ad allora privo di nome. Ha il nome del vigneto di provenienza delle uve, al fine di conferirgli una identità valorizzata da un terreno il cui microclima ed esposizione costituiscono una giacitura di indubbio pregio. Austerità tipica del Nebbiolo.

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Scheda tecnica

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Scheda tecnica

NazioneItalia
RegionePiemonte
TipoVino Rosso
Vitignonebbiolo
DenominazioneBarbaresco DOCG
Gradazione Alcolica14,5% vol.
FormatiBottiglia da 750 ml.
DegustazioneColore - bel rosso rubino Profumo - fruttato e minerale Sapore - l'austerità tipiche del Nebbiolo, la suadenza sapidità ed il giusto tannino rendono alla bocca una cornice vellutata ed avvolgente.
Abbinamenti gastronomiciCarni Arrosto, Cacciagione, Carni in Umido, Pollame, Formaggi Stagionati, Primi di Terra, Grandi Occasioni
Temperatura di servizio16° – 18° C.
Bicchiere consigliatoCalice a tulipano molto ampio
PremiDecanter Medaglia di Bronzo
PunteggiJames Suckling 92/100

Dettagli

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IL VINO

Tulin è il nome con il quale dal 2001 Pelissero ha deciso di identificare il precedente Barbaresco fino ad allora privo di nome. Abbiamo attribuito a questo vino il nome del vigneto di provenienza delle uve, al fine di conferirgli una identità valorizzata da un terreno il cui microclima ed esposizione costituiscono una giacitura di indubbio pregio. In dialetto piemontese Tulin indica un piccolo recipiente tondo di latta concava ed intagliata dal duplice utilizzo: nelle chiese come mezzo di raccolta della cera che scende dai candelieri e nelle stalle come utensile per la distribuzione del mangime al bestiame. Spiritualità e concretezza, l'anima e le mani dei vignaioli. Tulin si pronuncia con l'accento sulla i.

La nostra volontà di portare in bottiglia le caratteristiche dell'uva condiziona tutte le operazioni di trasformazione ed affinamento. Questo vino è prodotto con tecniche e strumenti moderni, ma ancora in modo tradizionale cercando di armonizzare l'austerità di questo grande vitigno con le nuove concezioni di suadenza e di piacevolezza legate ai gusti internazionali. Macerazione a contatto con le bucce per circa 15 giorni in vasche di acciaio a temperatura controllata e, dopo un periodo di decantazione naturale sempre in acciaio, si passa il vino quasi finito nel legno dove riposa per 18/20 mesi. In seguito si assembla la parte, circa il 50%, affinata in botti di rovere da 50 Hl con la restante affinata in barrique. Questo ci permette di evitare che una eccessiva presenza di legno asciughi ulteriormente questo vino. Ancora nove mesi di bottiglia e quindi viene immesso sul mercato.

Zona di produzione: Cascina Tolino nei comuni di Treiso e Neviglie

Varietà: Nebbiolo 100% 

Esposizione: sud - sud/est

Altitudine: da 250 a 350 Mt s.l.m.

Anno di impianto: 1950 / 2001 

Forma di allevamento: gujot 

Densità piante per ettaro: 4000 per la parte del 1950 e 5000 per la parte del 2001

Primo anno di produzione: 1994 con il nome Annata e dal 2001 con il nome Tulin.

CASCINA TOLINO (TULIN)

La Cascina Tolino (Tulin in piemontese) e' stata acquistata dalla nostra azienda in due momenti: una prima parte nel 1999 e la seconda nel 2004. Il nome Tulin è probabilmente legato alla persona che anticamente viveva questa terra. In dialetto piemontese infatti la parola Tulin significa piccolo contenitore di latta e il "tulé" era il lattoniere, colui che lavorava la latta.

Il vigneto è un appezzamento di 12 ettari interamente vitati a Nebbiolo (nella sottozona denominata San Stefanetto), Barbera e in piccola parte Dolcetto. Si tratta di un corpo unico, quasi una intera collina, con una altitudine che passa dai 250 ai 400 metri sul livello del mare. Al suo interno si trovano tre vecchie case coloniche e si presenta come un anfiteatro naturale esposto a sud / sud-est su una collina particolarmente ripida. Geologicamente al nostro territorio si attribuiscono due diverse epoche di origine, caratterizzate da colline di diversa pendenza. Le più ripide come questa generalmente hanno un terreno più duro e compatto, con uno strato superficiale soggetto all'erosione molto sottile. Queste caratteristiche si tramutano in vini molto austeri, tannici, ricchi di struttura e di aromi minerali, considerati classici per la produzione di Nebbiolo. Geograficamente la proprietà è divisa tra due comuni, la parte a sud-est si trova nel Comune di Neviglie, mentre la parte a sud si trova nel comune di Treiso. I confini non sono visibili se non con strumenti topografici e anche le caratteristiche pedoclimatiche sono simili, ma per motivi legislativi solo il Nebbiolo nella porzione di Treiso può divenire Barbaresco e per questo il Nebbiolo impiantato nel Comune di Neviglie viene utilizzato per produrre il nostro Langhe doc Long Now. Questo limite deriva da una mancanza di visione degli amministratori del passato che probabilmente col senno di poi si renderebbero conto dell'enorme errore, tant'è che già a fine '800 uno dei più importanti manoscritti sulla storia delle nostre denominazioni (recentemente ristampato a cura dei Cavallieri del Tartufo e dei Vini D'Alba) già trattava questo argomento.

Si tratta della "Monografia sulla Viticoltura ed Enologia nella Provincia di Cuneo" scritto da Lorenzo Fantini che dice testualmente: "…l'unica cosa quindi che legittima la distinzione della zona è l'eccellenza e la squisitezza del prodotto. Esso si limita al puro e semplice territorio del comune di Barbaresco, lasciandone fuori anzi un piccolo segmento verso sud ed a una piccola parte del contermine comune di Neviglie. Ha la forma di un fuso le cui punte sono rivolte quasi nella direzione dei poli…". 

Chiaramente ai tempi non si faceva riferimento al comune di Treiso in quanto, sino al 1957, era una frazione del Comune di Barbaresco. Anche la storia contribuisce quindi ad evidenziare la forte vocazione vitata di questa bellissima collina.

L'AZIENDA

La nostra famiglia è da sempre dedita all'agricoltura con DNA langarolo e contadino. Siamo a Treiso, comune indipendente da Barbaresco dal 1957, nel cuore della zona di produzione di una delle prime DOCG italiane, il Barbaresco, figlio del re Nebbiolo, la varietà che più di ogni altra ha delineato e delineerà la storia delle nostre colline e della vitivinicoltura nazionale ed internazionale. Noi siamo figli di questa terra e di questo vitigno.

Lo spirito di continua ricerca, in vigneto e poi in cantina, la passione, l'impegno e la dinamicità innovativa sono le nostre costanti che si uniscono all'orgoglio di essere ormai giunti alla terza generazione di coltivatori della vite. La filosofia però non è cambiata: solo varietà autoctone tipiche delle nostre terre ed in particolare Nebbiolo, Barbera e Dolcetto che coprono l'85% della nostra produzione. Tutte le uve che utilizziamo provengono dai 38 ettari di terreni di proprietà e siamo in grado, avvalendoci dell'aiuto di sapienti collaboratori, di seguire direttamente tutto il ciclo produttivo aziendale, dalla potatura alla commercializzazione delle 250.000 bottiglie annuali.

LA MISSIONE

Continuare una strada spostandone la direzione, ripetere riti rinnovandone i gesti, reinvestire energie maturando esperienze, raccogliere tecniche seminando evoluzioni. Ci sono nuove generazioni, nuovi linguaggi produttivi e nuove lingue in Langa. Inglese, macedone, giapponese, norvegese, tedesco, magrebino: voci e volti di mondo che animano i sentieri, le vigne e le cantine al fianco di chi questa terra la vive da sempre, la interpreta con impegno e ne ama generosità e asprezze. 

Una duchessa ad Alba, un conte a Grinzane, reali, marchesi e decine di contadini, ambasciatori internazionali di vino e territorio. Popolo e nobiltà del vino pensato, che ha fra i suoi profumi l'arte dell'attesa, di cui i vignaioli sono maestri. Scelta del terreno, valutazione dell'esposizione, selezione delle varietà: anni guardando con rispetto la Natura negli occhi, progettando, curando, osservando e imparando che nessuna progettazione, cura, osservazione riesce ad afferrare l'essenza, la magia. Le mani dei produttori sono grandi, ma la vitalità del vino lo è di più.

Vendemmia, vinificazione, affinamento. Pressatrici soffici, vasche in inox, impianti per il controllo della temperatura, botticelle di rovere francese. E vetro, di bottiglia o di calice, a contenere un messaggio che, con la complicità delle varietà portoghesi di sughero dei tappi, arriva intatto in ogni Paese a dire le Langhe: un filo rosso sottile, intenso, che percorre migliaia di chilometri e unisce il lavoro di anni alla passione di tanti. C'è una terra che si muove verso il mercato, e vignaioli di mondo che dopo mesi in campagna volano con le radici. 

Siamo quella terra. Se vi fa piacere incontrarci venite alla cantina Pelissero, ma se preferite conoscerci meglio, affidatevi ad una delle nostre 250.000 bottiglie: il Barbaresco Vanotu, il Barbaresco Tulin, il Barbaresco Nubiola, i Dolcetto (Munfrina e Augenta), la Barbera Piani, la Riserva di Barbera Tulin, il Nebbiolo, il Long Now, la Freisa, la Favorita e il Moscato vi racconteranno le caratteristiche fisiche e chimiche dei 38 ettari che coltiviamo a due passi da Alba, nei comuni di Treiso, Neive, Barbaresco e Neviglie; e del carattere dei tre vitigni principali che da due generazioni vendemmiamo, il Nebbiolo, la Barbera e il Dolcetto. Vi parleranno di noi in piemontese schietto, con un sottofondo di Balcani, Norvegia, Nordafrica, Giappone...

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Pelissero Tulin Barbaresco DOCG 2013

Pelissero Tulin Barbaresco DOCG 2013

Tulin è il nome con il quale dal 2001 Pelissero ha deciso di identificare il precedente Barbaresco fino ad allora privo di nome. Ha il nome del vigneto di provenienza delle uve, al fine di conferirgli una identità valorizzata da un terreno il cui microclima ed esposizione costituiscono una giacitura di indubbio pregio. Austerità tipica del Nebbiolo.

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