Filtro

Prezzo

2 € - 254 €

In offerta

Tipo

Nazione

Regione

Produttore

Premi

Punteggi

Denominazione

Vitigno

Abbinamenti gastronomici

Annate Storiche

Marchi Ci sono 109 marchi

per pagina
Mostrando 1 - 6 di 109 articoli
  • Akashi

    La distilleria White Oak, fondata nel 1888 da Eigashima Shuzo, ha prodotto classico sakè fino al 1984 quando è stata ampliata con l'aggiunta di alambicchi per la produzione di whisky . Gli alambicchi della distilleria funzionano solo per un mese all'anno quindi la quantità di whisky prodotto è sempre molto piccola.

  • Al-Cantara

    L’Azienda Agricola Al-Cantàra si trova a Catania. Il nome deriva dal fiume Alcantara che in arabo significa "Ponte". Il ponte è da sempre un simbolo per la famiglia che ha dato vita all’azienda, con il suo intento, certamente riuscito, di unire nella sua attività poesia, arte e vino. Un’azienda giovane, che in pochissimi anni si è imposta all’attenzione degli appassionati grazie ad una produzione sempre eccellente, fatta di vini equilibrati e raffinati, caratteristiche riscontrabili anche nelle migliori poesie ed opere d’arte. Le loro bottiglie hanno visto la collaborazione sia di Alfredo Guglielmino di Cartura che ha disegnato le splendide etichette dell’azienda, che di Nino Martoglio, che ha ispirato i nomi dei vini con la raccolta poetica O’ Scuru o’ Scuru, album di sonetti siciliani sulla “Maffia”, apparsi per la prima volta nel 1895.

  • Allegrini

    L’amore per la propria terra ha spinto la Famiglia Allegrini a valorizzare le potenzialità della Valpolicella e della sua tradizione vitivinicola. Le scelte operate con grande lungimiranza hanno visto Allegrini diventare una delle aziende leader in Italia, ed è proprio in Valpolicella che la nuova generazione di produttori guarda ai vini Allegrini come imprescindibile punto di riferimento. Di proprietà dell’omonima famiglia sin dal XVI secolo, l’azienda può contare su oltre 100 ettari di vigneti sulle colline di Fumane, di Sant’Ambrogio, di San Pietro in Cariano e più in generale in tutte le zone storiche della denominazione. Un territorio dedito alla viticoltura sin dall’antichità come conferma l'etimologia del suo stesso nome: "val polis cellae" significa infatti "la valle delle molte cantine". È situata nel Veneto occidentale, tra Verona e il Lago di Garda, ed è delimitata, a nord, dai Monti Lessini. È qui che la corvina, la rondinella, la molinara ed altri vitigni storici danno vita ad alcuni dei migliori rossi della Penisola, vini eleganti e raffinati, interpretati dalla famiglia Allegrini nel solco di una tradizione centenaria capace di incontrare la contemporaneità ed il gusto di oggi.

  • Alta Vista

    La famiglia d’Aulan produce vini in diverse regioni del mondo, dalla Francia - paese d’origine - all’Ungheria, per arrivare in Argentina, dove dal 1998 possiede l’azienda Alta Vista. Quindici chilometri a sud di Mendoza, nel cuore di Chacras de Coria, sono situate le cantine dotate delle migliori tecnologie d’avanguardia. Alla costante ricerca della massima qualità, partendo dall’uva per arrivare al prodotto finito, sono il malbec e il torrontés le due principali varietà vitate a essere valorizzate appieno, grazie alla combinazione del savoir faire francese con la passione argentina. Bodega Alta Vista registra oggi una produzione media annua pari a 1,7 milioni di bottiglie di vino d’alta qualità. Seguendo una filosofia di ricerca che è volta a ottenere le migliori espressioni dai vari terroir, e potendo sfruttare vigneti di proprietà impiantati nelle rinomate zone di Mendoza e Salta, Alta Vista si colloca a diritto tra le più importanti e prestigiose aziende dell’Argentina.

  • Andreola

    L'azienda Andreola della famiglia Pola coltiva alcune delle più belle vigne del territorio, anche nella “mitica” collina di Cartizze. A Col San Martino, pochi chilometri ad est rispetto a Valdobbiadene. Un luogo incredibile, capace di esprimere il meglio della denominazione per finezza e per mineralità del Prosecco. Le bollicine Andreola sono infatti dei veri e propri riferimenti per ogni appassionato, dal Brut all’Extra Dry.

  • Antinori

    La Famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell' Arte Fiorentina dei Vinattieri. In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio.

    Oggi la società è diretta da Albiera Antinori, con il supporto delle due sorelle Allegra e Alessia, coinvolte in prima persona nelle attività aziendali. Il Marchese Piero Antinori è attualmente il Presidente Onorario della società. Tradizione, passione ed intuizione sono state le qualità trainanti che hanno condotto i Marchesi Antinori ad affermarsi come uno dei principali produttori italiani di vini.

    Ogni annata, ogni terreno, ogni idea che si voglia mettere in atto è un nuovo inizio, una nuova ricerca di margini qualitativi sempre più elevati. Come ama dire il Marchese Piero: “ le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo ”. Alle tenute di Toscana e Umbria, patrimonio storico della famiglia, si sono aggiunti con il tempo investimenti in altre aree vocate per la produzione di vini di qualità sia in Italia che all'estero, dove si potesse intraprendere un nuovo percorso di valorizzazione di nuovi “terroir” ad alto potenziale vitivinicolo.

    La Marchesi Antinori esprime la propria passione per la viticoltura cercando margini di miglioramento sempre più sottili. Per questo si effettuano continui esperimenti nei vigneti e cantine con selezioni di cloni di uve autoctone ed internazionali, tipi di coltivazioni, altitudini dei vigneti, metodi di fermentazione e temperature, tecniche di vinificazione tradizionali e moderne, differenti tipologie di legno dimensioni ed età delle botti, e variando la lunghezza dell'affinamento in bottiglia.

    "Abbiamo dimostrato, negli anni, che in Toscana ed Umbria c'era la possibilità di produrre vini di qualità, riconosciuti a livello internazionale, che potessero mostrare eleganza e finezza mantenendo sempre il carattere originario.La nostra biblioteca ha molti titoli, ma per noi non è abbastanza ricca. Abbiamo una missione che non è del tutto compiuta, il che ci spinge ad esprimere il vasto potenziale dei nostri vigneti e a conciliare il nuovo che rimane da scoprire con il patrimonio del gusto toscano che include tradizione, cultura, agricoltura, l'artistico ed il letterario che infatti rappresentano l'identità della Marchesi Antinori, di cui uno dei maggiori punti di forza sta nel fatto di essere toscana, o, se preferite, la nostra 'toscanità'." Piero Antinori
     

    La famiglia Antinori è parte, fin dalla sua fondazione, di  PFV, "Premum Familiae Vini", un'associazione informale di aziende vinicole proprietà di una famiglia. PFV va oltre i confini geografici e mantiene un comune legame: quello della proprietà dei vigneti e della produzione di vino come attività familiare da  coltivare ed affinare, come un grande vino, nel tempo.

  • Argiolas

    È una storia che comincia agli inizi del '900, a Serdiana, terra di agricoltori, di oliveti e vigne.

    Qui, nel 1906, nasce Antonio, il patriarca. È lui che inizia a impiantare filari, a unire vigna a vigna, a produrre cercando la qualità, con rigore.
    I suoi due figli, Franco e Giuseppe ereditano da lui questa passione e a loro volta la condividono e la trasmettono, prima alle mogli Pina e Marianna, e quindi ai figli.

    Oggi nella cantina lavora già la terza generazione degli Argiolas: quella dei nipoti di Antonio. In fondo è semplice: vendemmia dopo vendemmia, dai genitori ai figli, la tradizione si tramanda.

  • Ayala

    Champagne AYALA è una delle più famose case di champagne; è stata fondata in Aÿ, nel cuore dei grandi vigneti di champagne, dal momento che è stata fondata oltre 150 anni fa. Indipendente e familiare, è ancora oggi l'archetipo di una grande e storica Casa, che produce vini di altissima qualità che sono apprezzati in tutto il mondo per la loro freschezza ed eleganza.

    Edmond de Ayala, fondatore della Casa nel 1860, è venuto da una famiglia che aveva sempre cercato di andare avanti un passo avanti. I suoi antenati lo lasciavano con un senso di eccellenza e un gusto per l'avventura che lo ha portato a stabilirsi in Aÿ per conoscere la vinificazione. Fin dall'inizio, la Casa è diventata rapidamente un riferimento sia in Francia che all'estero. Come una giovane casa di champagne, Champagne AYALA ha dovuto la sua rapida espansione in larga parte a Fernand de Ayala, fratello minore di Edmond, che nel 1863 si stabilì a Londra dove mescolava con l'aristocrazia britannica e introdusse il profilo unico del sapore della casa a conoscenti inglesi, 1865 vintage che aveva un dosaggio molto basso per il tempo. Nello stesso periodo, la Casa è stata uno dei membri fondatori del Syndicat des Grandes Marques nel 1882 e ha anche contribuito alla creazione del Trust Benevolent di Londra nel 1886.

    Gli anni '20 rappresentavano una notevole età d'oro durante la quale Champagne AYALA produceva ogni anno oltre un milione di bottiglie, classificando la casa tra i migliori marchi in Champagne al momento. Champagne AYALA è stato anche fornitore ufficiale alle corti reali di Inghilterra e Spagna e ha assunto oltre 100 lavoratori. La grandezza di quel periodo è anche esemplificata dalla ricca iconografia che la Casa ha ispirato: i numerosi manifesti pubblicitari e disegni artistici dell'epoca sono le migliori testimonianze di quel splendore.

    Champagne AYALA è da sempre un'azienda piccola, indipendente e familiare. Dopo la seconda guerra mondiale la Casa ha attraversato un periodo piuttosto tranquillo poiché i suoi leader occupavano posizioni importanti nelle associazioni di commercio di Champagne. Nel 2005 la famiglia Bollinger ha acquistato questa bella tenuta, con l'intento di restituirlo alla sua ex gloria. Questo è stato l'inizio di una rinascita per Champagne AYALA, con un completo restauro delle strutture vinicole e l'arrivo di un nuovo personale. La Casa impiega oggi circa 15 persone, mantenendo lo spirito familiare delle sue origini.

  • Baron de Lustrac

    Baron de Lustrac è un produttore molto rispettato di Armagnac, che lavora con diversi piccoli appezzamenti nella regione di Bas-Armagnac, specializzato in vecchie annate. Tutti i Armagnacs sono invecchiati in botti di rovere di 420 lt e venduti come singole annate. Le uve utilizzate sono tutte raccolte da un anno particolare e saranno distillate solo se le condizioni sono particolarmente buone. Perfetto per grandi compleanni o come bevanda speciale per il conoscitore, in quanto è un ottimo esempio dei migliori Armagnac.

  • Baron Edmond de Rothschild

    La passione per il vino che corre nel ramo francese della famiglia Rothschild nacque nel 1868 quando James de Rothschild acquistò Château Lafite. Dopo più di un secolo di storia familiare legata al mondo del vino, il barone Edmond de Rothschild (nipote di James) ha intrapreso una nuova avventura nel 1973 acquisendo due vini Cru Bourgeois a Listrac e Moulis-en-Médoc: Château Clarke e Château Malmaison. Il barone ha poi fondato la Compagnie Vinicole Edmond de Rothschild.

    Le proprietà della Compagnie Vinicole

    Con attenta attenzione ai dettagli, le proprietà sono state ripristinate, le viti sono state reimpianto e le proprietà sono state modernizzate, pur mantenendo una sensazione familiare. Da allora, la Compagnie Vinicole si è aperta al mondo sotto la guida del Barone Benjamin de Rothschild. In particolare, ha forgiato partnership strategiche con altre famiglie che hanno lo stesso spirito imprenditoriale e la passione per il vino.

    • Nel 1997 è stato lanciato un progetto in Sud Africa, ai piedi del magnifico monte Simonsberg: Rupert & Rothschild Vignerons.

    • La Compagnie Vinicole ha acquistato 250 ettari in Argentina nel 1999 presso l'Andes cordillera per la produzione di vini Flechas de los Andes.

    • Nella regione di Bordeaux, Benjamin de Rothschild ha acquisito la proprietà di Château des Laurets nel 2003. La sua intenzione era di ottenere il pieno potenziale di questa vigna, che si affaccia su due denominazioni: Puisseguin Saint-Émilion e Montagne Saint-Émilion.

    • Dal 2009, nella profondità della Spagna, Rioja Alta, Bodegas Benjamin de Rothschild e Vega Sicilia producono vini Macán, che sono tempranillo monovarietals.
    • In Nuova Zelanda, l'acquisizione 2012 di 26 ettari di vigneti nella valle di Marlborough ha prodotto i vini di Rimapere, che mostrano la singolarità delle uve di sauvignon blanc e pinot noir coltivate in Nuova Zelanda.

    Benjamin de Rothschild e sua moglie, Ariane, sono in attività su ogni continente, applicando i loro standard elevati per la creazione di vini di qualità con tecniche che sono radicate nell'autenticità e nel rispetto dell'ambiente e che sfruttano al meglio la terra.

    L'impegno della famiglia Rothschild al vino si riflette anche nelle sue numerose iniziative volte a proteggere e promuovere il patrimonio vinicolo. Uno dei progetti più simbolici è il Cité du Vin a Bordeaux, sostenuto attivamente dalla famiglia come Costruttore Patrono. Questa ambiziosa destinazione culturale è parte-museo, parto-tema parco. La sua missione è educare i visitatori sulla storia del vino e il patrimonio e permettere loro di condividere le proprie conoscenze e competenze.

  • Barone di Valforte

    L'azienda Tenute Barone di Valforte è un produttore di vini ubicato nel comune di Silvi, situato in provincia di Teramo, in Abruzzo. L'azienda è una delle realtà vitivinicole più interessanti della provincia di Teramo. I vini della Barone di Valforte risultano essere rappresentativi dell'eccellenza produttiva della regione Abruzzo.

  • Basilisco

    Basilisco nasce all’inizio degli anni novanta puntando da subito alla più alta qualità, sia in vigna che in cantina, e diventa in pochi anni un gioiello del panorama vitivinicolo del meridione. All’inizio del 2011 l’azienda Feudi di San Gregorio, presente nel Vulture da oltre dieci anni, decide di avviare un progetto di recupero delle antiche grotte laviche nello “Shesh”, lo storico Parco delle Cantine di Barile, rilanciando con convinzione la scommessa fatta su quest’area di eccezionale valore viticolo che culmina con l’acquisizione della vicina Basilisco. Con le sue splendide cantine nel tufo e i suoi vigneti nelle contrade più vocate della zona, Basilisco va a completare questo progetto. Nasce così uno spazio di incantevole bellezza nello storico cuore dell’Aglianico del Vulture. Volto e anima di Basilisco è Viviana Malafarina, che gestisce l’azienda e si occupa in prima persona e con grande passione delle operazioni di cantina, sotto la guida esperta di Pierpaolo Sirch, il quale è anche responsabile della gestione dei vigneti.

  • Bastianich

    "La cantina racchiude il racconto dei valori della famiglia Bastianich"
    La profonda connessione che la famiglia Bastianich ha con il mondo vinicolo ci riporta indietro di decadi e generazioni. Risale infatti agli incontri con le più importanti famiglie di viticoltori negli anni Settanta e Ottanta e alla promozione dei migliori vini Friulani nelle carte dei vari ristoranti della Famiglia negli Stati Uniti. È stata proprio questa passione per il vino, coniugata alla volontà di riscoprire e ritrovare le proprie origini, che ha portato la famiglia Bastianich, nel 1997, a impiantare i primi vigneti a Buttrio e a Cividale del Friuli, in una delle zone più vocate d'Italia alla produzione di vini bianchi.

    "Il luogo che racconta passione e devozione"
    Le vigne, tutte di proprietà della Tenuta Bastianich dal 1997, si trovano in due zone distinte della DOC Colli Orientali del Friuli. Il primo vigneto è situato sulle colline di Buttrio e Premariacco, nella zona più calda e più a Sud della Doc. Influenzato dal calore proveniente dal mare offre le uve per la produzione dei nostri vini Cru, più corposi e strutturati, come il Vespa Bianco, Vespa Rosso, Plus e Calabrone.
    Il secondo vigneto, che si trova sulle colline di Cividale del Friuli, è influenzato dalla bora, il vento freddo proveniente dal nord, che, nelle notti più rigide, produce vini di maggior intensità aromatica.

  • Benromach

    La Benromach Distillery è nata nel 1898, per mano di un mercante di alcolici, F. W. Brickman, che si unì in società con Duncan Mc Callum, allora proprietario della distilleria Glen Nevis. La storia della Benromach, situata a Forres nel nord della Scozia, è contrassegnata da continui cambi di proprietà, e da periodi di chiusura più o meno lunghi, causati dal proibizionismo, dalla crisi del Whisky, dalla depressione economica degli anni ’30 e dai conflitti mondiali. Tuttavia, dal 1993, l’azienda è di proprietà dall’imbottigliatore indipendente Gordon & MacPhail, che ha avuto il merito di portare la distilleria a produrre Whisky dalla qualità eccellente. Usando i migliori ingredienti naturali, a partire dall’acqua che sgorga dalle sorgenti delle vicine Romach Hills, e rispettando la necessaria lentezza nell’esecuzione di ogni fase del processo di distillazione, i Whisky etichettati Benromach sono tutti ben equilibrati e giustamente affumicati, e si distinguono per il raggiungimento del massimo grado di perfezione.

  • Berlucchi

    Nel 1955 il giovane e vulcanico enotecnico Franco Ziliani la rivolse a Guido Berlucchi, gentiluomo di campagna. Berlucchi cercava un consulente capace di migliorare il suo Pinot del Castello e trovò invece il partner per un’avventura di gusto che avrebbe modificato il destino della Franciacorta.

    Ziliani fu affascinato dall’elegante figura di Berlucchi, dalla sua elegante dimora – Palazzo Lana Berlucchi – e dall’antica cantina sotterranea.
    Il suo sogno giovanile era produrre un metodo classico nel suo territorio natale,  la Franciacorta, e osò proporre a Berlucchi l’idea di un vino “spumeggiante” in un territorio abituato ai nettari fermi.

    Berlucchi accettò, e ai due pionieri si unì l’amico Giorgio Lanciani. La sfida ebbe inizio e, dopo alcune annate meno fortunate, nel 1961 furono sigillate tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta.
    Stappate l’anno dopo, si rivelano ottime.
    Era nato il Franciacorta!

    Nel 1962 Ziliani creò il primo rosé metodo classico italiano, Max Rosé, fatto su misura per Massimiliano Imbert, antiquario milanese amico di Guido Berlucchi. Imbert, cultore delle effervescenze rosate d’Oltralpe, desiderava un rosato creato a misura del suo gusto raffinato: Max Rosé lo conquistò per nome, colore, sapore.

  • Biondi Santi

    La storia del Brunello del Greppo comincia con Clemente Santi. Nipote di Giorgio Santi del quale il Prof. Baccio Baccetti nella pubblicazione "Cultura e Università? a Siena" - luglio 1993 - nel capitolo "Naturalisti senesi" scrive tra l'altro: 

    " Giorgio Santi (Pienza, 1746 - Pienza, 1822), si dedicò soprattutto alla esplorazione naturalistica. Laureato in Medicina a Siena, si recò quasi subito in Francia, prima a Montpellier e poi a Parigi, ove si pose in rapporto con grandi scienziati, quali il Lavoisier e il Buffon. Tornò in Toscana per chiedere al Granduca Pietro Leopoldo licenza di entrare al servizio del Sovrano del Baden, ma il Granduca, esperto conoscitore di uomini, rispose nominandolo professore di chimica e di storia naturale nell'Università di Pisa e direttore dei Museo e dell'Orto Botanico. Da quel momento tutta la sua attività fu spesa per l'insegnamento, per la riorganizzazione del museo di Pisa, e per la esplorazione del suolo toscano. Durante il Governo Francese fu nominato Ispettore generale degli studi, e quindi, sotto Ferdinando III, Provveditore onorario delle Università toscane. Nei tre volumi che descrivono i suoi viaggi nel territorio senese, egli si occupò principalmente degli aspetti botanici e geologici delle regioni visitate; l'opera ebbe vivo successo, tanto che fu tradotta nelle principali lingue d'Europa. Fu fra gli iniziatori dei resoconti delle esplorazioni redatti secondo il metodo odeporico, metodo che fu adottato, fra il '700 e l'800, da numerosi naturalisti viaggiatori". 

    Il nipote Clemente figlio di Luigi Santi e Petronilla Canali, laureato in farmacia a Pisa e noto scrittore, aveva vaste proprietà terriere a Montalcino e Pienza, e dedicò gran parte della sua attività all'agricoltura, in modo particolare al Greppo, azienda agricola di proprietà? della madre Canali.
    Le conoscenze di chimica e di scienza lo aiutarono a portare le sue tecniche enologiche a livelli invidiabili durante gli ultimi anni della sua vita. 
    Prima di raggiungere quel riconoscimento per il suo "vino rosso scelto (brunello) del 1865", anche il suo Moscatello fu premiato alla Esposizione Universale di Parigi del 1867 (riconoscimento enologicamente straordinario perché a quell'epoca i francesi si consideravano gli unici produttori al mondo di vini di qualità?). Egli ottenne vini rossi adatti all'invecchiamento; aveva individuato tecniche di travaso e di invecchiamento in botti più avanzate rispetto a quelle di tutti i suoi contemporanei. 

    La figlia di Clemente Santi, Caterina, sposò Jacopo Biondi, medico fiorentino. La nobile famiglia dei Biondi proveniva dalla città di Pomarance. Il figlio Ferruccio, ereditò la passione per i vini ed i vitigni del nonno materno (unì i cognomi per un giusto tributo alla famiglia Santi). 

    Ferruccio Biondi Santi instaurò standard produttivi molto severi. Altri produttori all'inizio del 1800 ottennero diplomi importanti per loro vini detti "Brunello": Paccagnini, Anghirelli, Angelini, Vieri Padelletti, ma nessuno seppe dare una continuità ai propri vini oltre la fine della Prima Guerra Mondiale. Ferruccio, forte dell'esperienza straordinaria del nonno materno Clemente Santi, si dedicò con competenza all'azienda del Greppo e, come spesso avviene nelle più felici decisioni storiche, deve qualcosa alle avversità: a metà dell'800 l'oidio, poi la filossera, poi ancora la peronospora, si abbatterono sull'Europa e quindi anche sul Greppo. 
    Egli si trovò a fronteggiare una minaccia senza precedenti a causa della fillossera per la sopravvivenza dei suoi vigneti. 
    Ma mentre i viticoltori cercarono di mettere in beva rapidamente i vini rossi (vedi anche il "governo" del vino nuovo) per un rapido realizzo finanziario dai nuovi vigneti, egli guardò verso nuovi orizzonti e volle diversificarsi con un vino che ritenne longevo vinificando in purezza il Sangiovese. Nel 1932 viene descritto come inventore del Brunello da una Commissione Interministeriale che studiò il territorio del Chianti, compreso Montalcino. Nella sua azienda del Greppo, già? sul finire dell' 800 iniziò una metodica selezione massale del Sangiovese. 
    Alla fine reimpiantò completamente tutti i suoi vigneti innestandoli su barbatelle selvatiche, con gemme prese da quelle piante madri individuate al Greppo: in un certo senso, anticipò di circa un secolo la tendenza in Toscana di produrre vini rossi di corpo pieno, vinificando in purezza il Sangiovese. Morì nel 1917. 

    Il figlio di Ferruccio, Tancredi, nacque nel 1893, apprese dal padre i segreti delle vigne e delle cantine della Tenuta Greppo, prima ancora di andare a studiare enologia a Conegliano Veneto (prestigiosa scuola di viticoltura ed enologia - fu allievo del professor Giovanni Dalmasso) poi prese la laurea in Agronomia all'Università di Pisa. Dopo la morte del padre Ferruccio, nel 1917, rimase da solo a gestire il Greppo; il fratello Gontrano comprò un'azienda agricola a Siena. A partire dagli anni '20, elevò ancor più il Brunello a nuovi livelli di classe e di prestigio e divenne di fatto l'ambasciatore di Montalcino e dei suoi vini (nel 1932, una foto lo mostra mentre sorveglia il carico di due camion, con casse di bottiglie Brunello e Chianti, per il porto di Livorno e poi per l'America). Tancredi Biondi Santi si rese conto della necessità di procedere alla Ricolmatura delle vecchie Riserve che stavano calando di livello; le stappò, controllò se il vino era ancora perfetto, le ricolmò con vino della stessa annata e le ritappò di nuovo (un rito che fece per la prima volta nel 1927 per le Riserve 1888 e 1891). 

    Anche altre aziende vinicole richiesero la sua consulenza da un capo all'altro della Penisola: dal vino Lugana a Desenzano sul Garda, al Chianti nel Senese, al Fiorano del Principe Boncompagni a Roma, al Cirò in Calabria. Il suo ultimo atto è stato, nel marzo 1970, la cerimonia di ricolmatura delle sue vecchie bottiglie del Brunello Riserva 1888 - 1891 - 1925 - 1945, nella Cantina del Greppo, alla presenza di Mario Soldati, Luigi Veronelli e Paolo Maccherini: si può dire, sicuramente, che in quell'atto, forse meglio di ogni altro, sta la sua lunga carriera di esperto enologo e che ancora oggi conferma la supremazia, la diversità? e la tipicità? del Brunello del Greppo. 
    Il Brunello di Montalcino Biondi Santi tocca insomma, il massimo della sua fama e del suo splendore, da parte degli estimatori più attenti e raffinati in tutto il mondo. 

    Subentrato nella conduzione dell'azienda, dopo la laurea in Scienze Agrarie all'Università di Perugia, Franco Biondi Santi, enologo, imparò dal padre la sottile arte della vinificazione e ha continuato a condurre la Tenuta Greppo con una impareggiabile collezione di bottiglie di Riserva.

    Ma non per questo si è riposato sugli allori paterni. Nel frattempo la D.O.C. aveva spinto altri produttori a piantare vitigni ed a migliorare le tecniche nella speranza di poter sfruttare l'immagine elevata del Brunello. In presenza di uno scenario di questo tipo, che ha visto nel territorio una crescita esponenziale di ettari inscritti a Brunello (da 76 ettari del 1967 agli attuali 2100 del 2009), Franco Biondi Santi ha aumentato la produzione del Brunello del Greppo dai 4 ettari, alla morte del padre, agli attuali 25. Ha continuato le severe pratiche agronomiche e di cantina tradizionali per consolidare la tipicità e migliorare la qualità del Brunello del Greppo certo di eguagliare (data la stessa utilizzazione dei terreni e dei vitigni) le grandi Riserve centenarie del suo Brunello. 
    Grazie ad una personale e costante promozione dei suoi vini nel mondo, Franco Biondi Santi dal '70 in poi è riuscito, a far capire ed apprezzare la straordinaria tipicità? e qualità? del suo Brunello del Greppo. In futuro la continuità del Greppo è rappresentata dai due figli di Franco, Jacopo e Alessandra ambedue interessati al Greppo: Jacopo con una vivida immaginazione dei vini (fermamente convinto della tipicità del Brunello del Greppo), Alessandra coinvolta nella promozione dell'azienda.

  • Bodega Chacra

    Nel 2004, Piero Incisa della Rocchetta, proveniente dalla famiglia celebre nel mondo enologico per aver creato e portato al successo la Tenuta San Guido e quindi il Sassicaia, scoprì Bodega Chacra, situata nella valle del Rio Negro di Patagonia, a circa 620 miglia a sud di Buenos Aires e a metà strada tra le Ande e l’Oceano Atlantico. Con un clima estremamente secco, con tassi di umidità massima che arrivano appena al trenta per cento e scarsissime precipitazioni, e soprattutto con la barriera naturale del deserto circostante, è questo un territorio in cui non riesce a sopravvivere nemmeno la fillossera, e le viti non vengono praticamente attaccate da nessuna malattia. Riprendendo in mano un vecchio vigneto di pinot nero piantato nel 1932, lo stesso Piero Incisa della Rocchetta è riuscito letteralmente a materializzare un miracolo. Effettuando l’irrigazione di sostegno al massimo cinque volte durante il ciclo della vite, e con un unico trattamento di solfato di rame per ogni stagione, nascono vini a dir poco straordinari. Partendo da una vendemmia verde effettuata nel mese di gennaio, che riduce il rendimento delle viti a cinque grappoli d’uva per ceppo, per un massimo di un chilo a pianta, gli interventi umani in vinificazione sono veramente ridotti al minimo, e volti al massimo rispetto delle caratteristiche intrinseche del frutto. Usando la refrigerazione, ma nel contempo escludendo qualsiasi procedura meccanizzata, quelli che produce Bodega Chacra sono vini particolarmente concentrati e complessi, di grande purezza ed eleganza, con un’incredibile persistenza e con un lungo finale dal sapore fruttato, floreale e minerale. In poche parole, affascinanti e irresistibili.

  • Brunelli

    Fin dalle origini nel 1700, il nome Brunelli è strettamente legato a San Pietro in Cariano, paese centrale ed elettivo della Valpolicella Classica, una delle zone vitivinicole più affascinanti e prestigiose d’Italia.

    A metà tra Verona ed il Lago di Garda, essa rappresenta la sintesi perfetta di tanti fattori: un terreno generoso di calcare e minerali, un meraviglioso mosaico di varietà autoctone, un clima mediterraneo e ventilato mitigato dal vicino lago ed un’esposizione ideale, a sud-sudovest che, combinata con un sapiente lavoro in vigna e con la tecnica dell’appassimento, favorisce l’accumulo di sostanze zuccherine ed estrattive.

    E' in questa terra, in cui la vocazione del vino si sposa con antiche origini che, di generazione in generazione, la famiglia Brunelli si è resa interprete dell’Amarone e custode di un grandioso patrimonio varietale.

  • Cantine Ceci

    Le Cantine Ceci, fondate da Otello, oste della bassa parmense, sanno coniugare la storia del vino al suo futuro. Tutto nacque nel 1938 nella sua trattoria, dove si mangiava la migliore trippa della provincia e dove Otello mesceva il Lambrusco che produceva acquistando l’uva dai contadini della zona. I suoi figli Giovanni e Bruno erano ancora dei bambini, ma avevano già compreso quale fascino suscitasse in loro la pigiatura dell’uva nella stagione della coinvolgente vendemmia.

    La ristorazione fu così abbandonata per dare il via all’avventura delle Cantine Ceci. Si tratta di una tradizione che si trasforma e si evolve nella sua continuità, e che ha fatto scoprire ai fratelli Ceci
    l’amore per l’uva, per il vino, e per quei poetici e ribollenti tini, ispirando il loro lavoro
    e suggerendo loro gli obiettivi da perseguire. A continuare questo percorso sono i nipoti di Otello: Alessandro, Maria Teresa, Maria Paola , Elisa e Chiara; sono loro a rappresentare l’anima nuova dell’azienda e a contribuire a fornire un nuovo impulso a ciò che è stato fatto in precedenza, per costruire basi ancora più solide per chi verrà dopo di loro; per parlare attraverso il territorio ed esprimere ciò che questa terra è in grado di dare, senza mistificazioni, puntando sulla grande qualità di ciò che propongono sul mercato enologico, non trascurando l’innovazione dei prodotti, sia dal punto di vista organolettico che estetico, arrivando a distribuire spumanti e Otello Nerodilambrusco in una bottiglia quadrata unica al mondo. La rapida espansione è iniziata negli anni ’90, con la nascita del Lambrusco Terre Verdiane, con cui questo vitigno conobbe una nuova giovinezza e inaspettato prestigio. Tutto ciò, e le profonde radici locali, tengono le Cantine Ceci ben salde al territorio e insieme consentono ai loro membri di non aver timore nell’espandersi e anzi di collaborare ogni giorno nella certezza dei propri valori e del fatto che nessuno di loro vivrebbe da nessun’altra parte se non qui.

  • Caparzo

    Ancora oggi si sperimentano innovativi sistemi di allevamento ed, in particolare, diverse selezioni clonali nei terreni di proprietà, che si estendono su una superficie di circa 200 ettari, 90 dei quali coltivati a vigneto, 4 a oliveto, 87 a bosco e 19 attualmente a seminativo e resedi. Caparzo svolge un’attività che mira ad ottenere prodotti al vertice della qualità, raggiunta con tecniche produttive meticolose e di tipo artigianale, ma rivela tuttavia una mentalità moderna nella gestione, efficiente e capace nei rapporti commerciali. Sono passati più di quarant’anni dai primi filari di vigne e dalle prime esperienze di cantina. Caparzo, in questo tempo, cresciuta nel rispetto della tradizione del Brunello e dei differenti terroir del comprensorio, ha saputo esaltare i propri vini con spirito creativo e voglia d’innovazione, esprimendo il massimo rigore qualitativo. Proprio per questo, i vini di Caparzo sono stati adottati dai più famosi ristoranti del mondo, serviti negli incontri internazionali e nelle cene ufficiali di Stato.

  • Casanova di Neri

    L’Azienda Agricola Casanova di Neri è stata fondata nel 1971 da Giovanni Neri, che dal 1991 ha lasciato il posto nella gestione della tenuta al figlio Giacomo. Un cantina iconica, capace di rappresentare nel mondo il Brunello di Montalcino più contemporaneo:  è già riuscita a conquistare le vette più alte dei riconoscimenti mondiali con i suoi prodotti d’eccellenza: nel 2006 il Brunello di Montalcino Docg Tenuta Nuova 2001 ha raggiunto il primo posto nella classifica dei migliori vini del mondo stilata dal Wine Spectator. Un percorso di grande fascino, frutto di un continuo processo di evoluzione produttiva e filosofica, di una visione nuova del Brunello di Montalcino che parte dalla tradizione e che la interpreta con innovazione.

  • Castello Banfi

    Banfi nasce nel 1978 grazie alla volontà dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani.

    Sin dall'inizio i due fratelli prevedono un progetto su larga scala, integrando una produzione viticola di qualità con una cantina moderna con l'obiettivo di mantenere sempre alto il livello qualitativo dei vini prodotti.

    A fianco della famiglia Mariani, Ezio Rivella, uno dei più grandienologi italiani, il quale ritiene subito che per la ricchezza

    della natura del suolo e la privilegiata posizione microclimatica, i territori acquisiti avrebbero avuto grosse potenzialità di sviluppo.

    In quegli anni, i fratelli John e Harry rilevano inoltre la storica casa vinicola piemontese Bruzzone, attiva fin dal 1860 e specializzata nella produzione di spumanti, per farne il marchio piemontese del gruppo, oggi Banfi Piemonte.

  • Castello di Neive

    I fratelli Stupino - Anna, Giulio, Italo e Piera - sono i proprietari del Castello e di circa 60 ettari di terreni in Neive. Sono tutti nati a Neive come pure i genitori, i nonni ed i bisnonni .La storia dell'azienda ha inizio quando loro padre, Giacomo, comincia a mettere a frutto la sua esperienza di geometra e grande conoscitore dell'area e ad acquisire, ove possibile, terreni e vigne nelle posizioni migliori.

    Nelle piccole cantine della vecchia casa degli Stupino inizia così la prima produzione di vino per consumo domestico e per la vendita sfuso. Messoirano, Montebertotto, Basarin, Valtorta, I Cortini: il numero delle cascine e delle vigne acquistate da Giacomo cresce e così anche la produzione. Ed è così che nel 1964 viene acquisito il castello con le sue spaziose cantine e con le cascine Santo Stefano e Marcorino, oltre ad altri terreni già del conte Guido Riccardi Candiani. E' questa la svolta che spinge ad organizzare la cantina, a ristrutturare le vigne lasciate a gerbido dal vecchio proprietario, a produrre vino con sistemi moderni.

    Alla morte di Giacomo, nel 1970, Giulio ed Italo curano la trasformazione da mezzadria a conduzione diretta dei beni, con il prezioso ausilio di Talin Brunettini, abile cantiniere e conoscitore delle tecniche agronomiche. Inizia quindi il primo imbottigliamento e l'introduzione dei vini del Castello di Neive nel mondo. Nel 1978 un altro grande traguardo: grazie alla collaborazione tra Italo e alcuni grandi personaggi della Facoltà di Agraria di Torino - i professori Italo Eynard ed Annibale Gandini - inizia l'impianto di selezione clonale sull'Arneis, uva abbandonata e pressochè sconosciuta, della cui riscoperta il Castello di Neive ha giocato un ruolo centrale.

    Negli ultimi anni Italo si è impegnato in modo diretto e totale nella conduzione dell'azienda con il marchio "Castello di Neive Azienda Agricola": un impegno che pare seguire una premonizione che traspare dalla vecchia foto (anteguerra!) in cui il nonno Mentore gli mostra un grappolo d'uva. Lo sviluppo dei mercati, specialmente esteri, ha resa necessaria la trasformazione di tutte le uve dei nostri vigneti Le pur spaziose cantine del castello non sono più state in grado di permettere tale operazione e quindi abbiamo deciso, nella primavera del 2012, di trasferire le operazioni di produzione e quindi i macchinari e le vasche di acciaio inox in una nuova struttura tecnica - Cantina 2 - con un razionale lay-out, concentrando nelle cantine del castello tutte le botti in legno grandi e piccole per l’invechiamento dei vini. 

    Previa una drastica ristrutturazione ed il rifacimento degli impianti di servizio

  • Ceretto

    Selezionare le vigne nelle posizioni storicamente più valide era l'obiettivo dei due fratelli Bruno e Marcello Ceretto. Questa idea, derivata da un viaggio in Borgogna, avrebbe dato ragione alla famiglia e reso i vini Barolo e Barbaresco tra i più apprezzati al mondo. Una rivoluzione, all'epoca, per un territorio in cui il concetto di cru era totalmente sconosciuto, ma, soprattutto, una geniale intuizione. Una vera lotta, la loro, intrapresa col padre Riccardo, che le uve le comprava per poi vinificarle. "Incominciate un percorso difficile, la terra non ha mai creato ricchezze a nessuno" sosteneva Riccardo, ma i testardi Bruno e Marcello non avevano dubbi "siamo per la terra al cento per cento, la cantina certo un poco conta, comunque i grandi vini si fanno con l'uva". Iniziano quindi a sognare etichette che portino il nome del vigneto e su cui appaia anche la sua fotografia: "così chi beve quel vino ha sotto gli occhi la vigna da cui proviene. La vigna è storia, i nomi delle colline restano nel tempo, non mutano e questo rafforza la qualità e la credibilità dei vini qui prodotti. Una vigna la puoi cercare, visitare, toccare, sempre". Nel 1986 The Wine Spectator, forse la più influente rivista americana nel mondo del vino, mette in copertina i due fratelli langaroli chiamandoli Barolo Brothers. Bruno e Marcello hanno meno di 50 anni, ma non si fanno travolgere da quella che è una consacrazione ufficiale, a cui tutti aspirano ma pochi riescono ad ottenere. Oggi si sono mantenuti fedeli a se stessi, non hanno smesso di sognare e combattere per un obiettivo giusto. Intanto la Langa è cresciuta con loro e con chi, come loro, antepone al proprio nome quello della terra che li ha fatti nascere e li ha accompagnati per tutta la vita.

  • Chase

    William Chase ha creato un’impresa di successo con la coltivazione e il commercio di patate di qualità premium. Nel 2004, dopo aver scoperto la Vodka ottenuta distillando proprio le patate, molto diversa da quella di cereali, la decisione dello stesso William Chase, di fondare una distilleria, fu pressoché istantanea. È così che è nata la “Chase Distillery”, ospitata in un vecchio granaio riadattato, che si trova nel cuore della campagna Herefordshire. Il processo di distillazione usato dalla Chase è molto artigianale e piuttosto laborioso, ma permette un controllo totale della qualità dei prodotti, che vengono tutti imbottigliati ed etichettati a mano. La prima bottiglia di Vodka di patate Chase è stata messa in commercio nell’aprile del 2008, dopo due anni di lavoro. È stata, e rimane tutt’ora, la prima e unica vodka di patate inglese nel mondo. Coltivando, e nel contempo distillando le patate, la Chase Distillery crea prodotti di alta qualità, con un vero e proprio “pedigree”.

  • Château St Hélène

    Château de Sainte Hélène è il nome dato al secondo vino di Château de Malle.

    Château de Malle, con i suoi stupendi giardini all’italiana e con i circa 50 ettari di vigneti situati tra i comuni di Preignac, Fargues e Toulenne, rappresenta un monumento storico di rilevanza nazionale, da sempre in mano alla stessa famiglia, i conti Lur-Saluces, già proprietari dello Château d’Yquem per un certo periodo storico. Costruita nel 1600, la proprietà durante i secoli ha vissuto momenti altalenanti, alternando grandi fasti a periodi di abbandono, fino a quando, nel 1950, Pierre de Bournazel prese in mano le redini dello Château, ereditato dallo zio Pierre de Lur-Saluces, dedicandosi anima e corpo a ristrutturare la proprietà. Nel 1956 ripiantò tutti i vigneti, affermandosi come uno dei personaggi di spicco della viticoltura di Bordeaux. Scomparso nel 1985, da allora è sua moglie, la Contessa di Bournazel, a portare avanti la tenuta, avvalendosi di un team di validi esperti. Si coltivano i tre vitigni classici utilizzati per la produzione di Sauternes, sémillion, sauvignon e muscadelle, dando vita a vini eleganti e delicati, le cui magiche sensazioni sono frutto di una sapiente artigianalità, portata avanti nei secoli con grande intelligenza e lungimiranza.

  • Clément

    La Maison Clément è attualmente una delle più antiche proprietà sull’isola di Martinica, al punto da essere quasi diventata una specie di monumento storico: da sempre aperta al pubblico, ha accolto nel corso dei decenni ospiti e visitatori veramente prestigiosi. Nata sul finire del XIX secolo, nel 1887 per l’esattezza, l’azienda ha preso vita per mano di Homère Clément, medico e sindaco di Le François, che dopo aver acquistato la prestigiosa piantagione di zucchero da 43 ettari del Domaine de L'Acajou, ha cominciato a produrre Rhum Agricole direttamente da succo di canna da zucchero, ottenendo un distillato caratterizzato da uno stile contemporaneo e puro. Sulla scia di tale produzione, lo stesso Homère Clément scelse di dar vita a una vera e propria distilleria, in particolare per soddisfare la grande richiesta di alcol durante la prima guerra mondiale. Dopo la morte di Homère Clément, suo figlio, Charles Clément, ha assunto la gestione dell’attività, perfezionando i metodi produttivi e iniziando a esportare per la prima volta all’estero il Martinique Rhum Agricole. A Charles Clément, successivamente sono subentrati i figli, mentre sul finire del secolo scorso, nel 1996 per la precisione, la distilleria è stata acquistata dalla famiglia Hayot, che ha scelto di continuare proseguendo con la filosofia aziendale della precedente gestione. È così che sin dalle origini ancora oggi la produzione del Rhum Habitation Clément avviene seguendo le più pure tradizioni agricole, nonché le regole di una segreta ricetta che da secoli si tramanda di generazione in generazione. L’elaborazione del Rhum Vieux Agricole è sottoposta a rigidi controlli, con cui vengono scrupolosamente selezionate le canne da zucchero, e secondo cui sono monitorate le fasi della distillazione, dell’invecchiamento e dell’imbottigliamento. Nella distilleria Clément le metodologie produttive non cambiano da anni: è così che sono realizzati Rhum perfettamente naturali, dal carattere originale e contraddistinti da una finezza incomparabile.

  • Col Paré

    L'azienda sorge tra le colline ed i vigneti del piccolo paese di Arfanta frazione del comune di Tarzo. Produciamo prevalentemente Prosecco Frizzante DOCG e DOC, ma anche Prosecco tranquillo e Merlot.  Col Parè è composta da 6 Ha di vigneto e vinifica esclusivamente il proprio raccolto. Dal vigneto all’imbottigliamento, ogni fase di lavorazione viene seguita passo passo, con passione, per garantire al consumatore la più alta qualità del prodotto. 

  • Collemassari

    Famiglia

    I fratelli Maria Iris e Claudio Tipa, che condividono da sempre la passione per la natura e per i grandi vini, hanno realizzato il loro sogno creando un “Domaine” in Toscana. L’odierna ColleMassari comprende tre tenute: dal 1998 il Castello di ColleMassari, dal 2002 il Podere Grattamacco e dal 2011 la Fattoria Poggio di Sotto. 

    Castello ColleMassari 
    Nasce nel 1998 ed è compresa nella DOCG Montecucco in Alta Maremma, tra le DOCG del Brunello di Montalcino e del Morellino di Scansano, godendo di condizioni ideali per l’allevamento del sangiovese. Il primo millesimo prodotto è del 2000. 

    Grattamacco 
    Nasce alla fine degli anni 70 ed è compresa nella DOC Bolgheri dove coglie prontamente l’interesse del mercato per questa nuova culla del Cabernet Sauvignon in Italia. Il primo millesimo prodotto è del 1982, frutto di un taglio di Cabernet Sauvignon con Sangiovese e Merlot. 

    Poggio di Sotto 
    Nasce nel 1989 ed è unanimemente considerata una dei veri e propri classici del Brunello di Montalcino DOCG. È sicuramente una delle aziende più famose e premiate dalla critica enologica italiana ed estera, non solo per il Brunello, ma anche per il suo Rosso di Montalcino DOC. Il primo millesimo prodotto è del 1991. 

  • Colterenzio

    L'arciduca Sigismundo, residente a Castel Firmiano nel XV secolo, non fu il primo ad apprezzare il buon vino di Colterenzio. Infatti, già attorno al 15 a.C. il colono romano Cornelius riconobbe la straordinaria fertilità di questa terra e decise di stabilirsi qui, gettando così le basi dell'attuale vocazione vitivinicola di Colterenzio. Il suo podere "Cornelianum" che diede il nome al paese di Cornaiano, si ergeva su una collina poco distante. L'antica tradizione fu rinnovata nel 1960, quando 28 vignaioli fondarono la Cantina Colterenzio. A questi, se ne unirono altri nel corso degli anni, e ad oggi Colterenzio conta quasi 300 appassionati soci viticoltori che conferiscono le uve provenienti da ca. 300 ha di vigneto di loro proprietà.

  • Conti Zecca

    Da cinque secoli i Conti Zecca abitano le terre di Leverano, nel cuore del Salento. Da sempre la terra è stata da loro ascoltata, capita e messa a frutto, fino a completare, nei primi del ‘900, il ciclo produttivo dalla coltivazione alla vinificazione delle uve dei propri possedimenti, senza mai alterare i sottili equilibri del luogo.

    Il passaggio dalla vigna alla cantina è stata una naturale conseguenza, seguito nell’azienda agricola ancora oggi con la stessa dedizione.

    Nel tempo l’identità di persone e luogo si è sovrapposta fino a sfumare in un intreccio di memoria e natura. Una corrispondenza armoniosa fatta di passione e rispetto, custodita con la pacatezza e la discrezione di chi è impegnato a fare le cose con cura.

    Questo spirito permea di sé tutto ciò che a Leverano nasce, come i vini Conti Zecca, che da soli raccontano una storia di qualità fondata sui vitigni autoctoni Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera e Bianca, oltre a varietà alloctone pregiate che ben si adattano al territorio salentino. Le quattro tenute di famiglia, Cantalupi, Donna Marzia, Saraceno, Santo Stefano (per un totale di 320 ettari), sono sfaccettature di questo unico sentire e danno vita a vini armoniosi di cui molti possono godere.

    L’impegno di Conti Zecca nella valorizzazione del genius loci ha orientato l’espansione dell’azienda nel tempo. Oggi Conti Zecca conta quattro tenute di famiglia, che si aggiungono all’offerta originaria, per un totale di 320 ettari che si estendono tra Leverano e Salice Salentino. Tutte fanno dell’autoctonia la loro ragione d’essere.

  • Cordero di Montezemolo

    Sono attualmente 19 le generazioni che dal 1340 si sono susseguite nella gestione della proprietà Monfalletto nel comune di La Morra, al centro della zona di produzione del vino Barolo.

    Ancora oggi la proprietà è interamente a gestione famigliare. Giovanni Cordero di Montezemolo e i suoi figli Elena ed Alberto sono i protagonisti di questo millennio.

    Lo storico corpo unico, raro per la zona, di 28 ettari di vigneto si estende su tutti i versanti della collina ed è da sempre coltivato con le differenti varietà locali, selezionate e impiantate differentemente a seconda dell’esposizione al sole, del tipo di terreno e dell’altitudine.

  • Corvo

    Il Gruppo Duca di Salaparuta riunisce tre brand storici che rappresentano la Sicilia e l’Italia nel mondo: Corvo e Duca di Salaparuta, nati nel 1824, e Florio nato nel 1833. Acquisite dalla Illva Saronno Holding e riunite in un’unica realtà, le due Aziende storiche costituiscono il primo gruppo vitivinicolo privato dell’isola e ne raccontano la storia e la terra attraverso luoghi suggestivi come le Tenute e le storiche Cantine. Tre marchi, ognuno testimone di un territorio specifico e delle peculiarità che lo contraddistinguono, e una gamma di vini completa in grado di soddisfare ogni occasione di consumo e abbinamento.

    Corvo

    Rappresenta un mito, è un brand storico, forte e capace di parlare linguaggi sempre nuovi; i suoi vini, che esprimono personalità e piacevolezza, sono caratterizzati da un ottimo rapporto qualità/prezzo e sono destinati ad un bere quotidiano di qualità

  • Di Majo Norante

    Di Majo Norante produce vini da uve proprie sin dal 1800, come testimoniano le cantine sotto la piazza e nel vecchio palazzo di famiglia a Campomarino. La dedizione alla coltura della vite è ereditata prima da Luigi e poi da Alessio Di Majo ed è pianificata oggi insieme alla passione per la ricerca e la sperimentazione. Di Majo Norante produce i propri vini esclusivamente dagli 85 ettari dell'antico feudo dei Marchesi Norante di Santa Cristina. La filosofia enologica di Di Majo Norante rispetta l'approccio tradizionale alla conltivazione della vite ed alla produzione del vino, nel tentativo di conservare tutte le caratteristiche degli uvaggi mediterranei.

    Di Majo Norante pone una certosina attenzione alla selezione, alla raccolta delle uve ed alle tecniche di vinificazione, nell'ottica del miglioramento costante della qualità e della salubrità del vino. La vite è trattata esclusivamente con concimi di origine organica e minerale ed è difesa con l'estirpazione costante delle erbe infestanti e con la lotta biologica ai parassiti come la tignola, mentre i resti della potatura vengono asportati per evitare focolai di infezioni. La pratica di tecniche antiche e l'adozione di tecnologie moderne consentono così di produrre un vino per moltissimi aspetti biologico, che merita di essere goduto appieno nella profonda espressione della propria tipicità. Segue una breve galleria fotografica degli attuali impianti per la vinificazione, e imbottigliamento.

  • Domaine Chanson

    Durante il regno di Luigi XV, attorno al 1750, è stato Simon Verry a fondare la cantina oggi conosciuta come Domaine Chanson Père et Fils, tra le prime realtà vitivinicole della Borgogna a dar vita al commercio del vino, nato a Beaune nel corso del XVIII secolo. A distanza di oltre due secoli, la Maison conta attualmente una proprietà viticola di circa settanta ettari, sparsi nelle migliori zone classificate come “premier cru”, tanto a Beaune quanto a Savigny e Pernand Vergelesses. Dal 1999, l’azienda Chanson appartiene al gruppo Bollinger Champagne che, perseguendo una politica volta per prima cosa a ottenere la massima qualità in ciascun vino, si avvale di una numerosa squadra di esperti, capaci veramente di trarre il massimo dai migliori terroir della Borgogna e dalle uve da qui provenienti. Tra i filari, è sempre costante e massimo il rispetto di quello che è l’equilibrio di ambiente, natura ed ecosistema, e le norme agronomiche seguite dedicano cure attente e maniacali a ogni pianta, cosicché le uve che si arrivano a vendemmiare risultano essere pregiate, schiette e concentrate in ogni loro più piccola sfumatura. In cantina, controllando scrupolosamente ogni passaggio produttivo, non viene mai perso di vista quello che è l’obbiettivo principale, volto a esaltare tutto ciò che la stagione e il territorio sono stati capaci di esprimere nel frutto. Nasce in questa maniera una gamma di etichette capaci di rispondere a tutti i gusti e a tutte le esigenze. Dallo Chablis al Puligny Montrachet, dal Pommard ai Bourgogne (Chardonnay e Pinot Noir su tutti), le bottiglie che rimandano al Domaine Chanson sono sinonimo della massima eccellenza enologica di Borgogna e non solo. Vini, quelli che escono dalla cantina fondata da Simon Verry, in grado di conquistare sin dal primo sorso, e capaci di regalare emozioni che pochi altri vini sono in grado di offrire.

  • Domaine Laroche

    Domaine Laroche è uno dei produttori di vino più importanti di Chablis, nella Borgogna settentrionale. Oltre ai suoi ottimi vini minerali ricavati dalla varietà di uva Chardonnay, l'azienda ha interessi in regioni più lontane come il Languedoc, il Cile e il Sudafrica.

    La Domaine è stata fondata a Chablis nel 1850 da un operaio del vigneto, Jean Victor Laroche. Dopo cinque generazioni in famiglia, Domaine Laroche è diventata uno dei maggiori produttori di Chablis. Propone 6 ettari di vigneti di grand cru con terreni in Les Blanchots, Les Bougros e Les Clos, oltre ad altri 30 ettari di vigneti di primavera cru. Nonostante queste aziende, il 70 per cento della produzione di Laroche è realmente dedicato al villaggio di Chablis, incluso il suo vino di punta Saint Martin. C'è anche un singolo Petit Chablis nel portafoglio Laroche. Nel 2014, Domaine Laroche ha lanciato un singolo vigneto del villaggio di Chablis da Vieille Voye. Questa è una pratica sconosciuta in quanto la maggior parte del villaggio Borgogna è miscelata da più siti.

    Recentemente Michel Laroche ha condotto un'espansione del nome della mason in nuove regioni. Una tenuta nel Languedoc denominato Mas La Chevalièr offre varietà regionali non presenti in Borgogna, tra cui Syrah, Grenache, Sauvignon Blanc e Viognier. Nel 2002, Laroche si avventura in Cile con la proprietà Viña Punto Alto che produce sotto l'etichetta Viña Laroche. Il frutto provengono dalle valli Casablanca, Maipo e Colchagua e comprende Carmenère, Cabernet Sauvignon, Pinot Noir, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Nello stesso anno Laroche ha anche acquistato la cantina L'Avener in Sudafrica.

    Nei primi anni 2000, Domaine Laroche divenne la prima tenuta della Borgogna ad adottare tappi a vite per tutta la sua gamma, inclusi tutti i grandi e primi vini cru. Nel 2009, l'azienda si è fusa con Languedoc negociant Jeanjean per diventare Advini. Insieme a Domaine Laroche e alle sue nuove iniziative mondiali, Advini possiede aziende vinicole in tutto il sud della Francia, nonché a Bordeaux e nella valle del Rodano meridionale.

  • Domaines Barons de Rothschild

    Proprietaria di Château Lafite Rothschild per cinque generazioni, la famiglia Rothschild è stata associata ai vigneti di Bordeaux dal 1868 e oggi possiede Châteaux Lafite Rothschild, Duhart Milon, L'Evangile e Rieussec.

    Oltre ai vini prodotti dai loro prestigiosi vigneti, i Barons de Rothschild hanno da molti anni creato una serie di vini più accessibili per il consumo quotidiano. Inizialmente creati su richiesta di famiglia e amici, questi furono noti come "Réserves des Barons". In continuazione di questa tradizione, il Domaines Barons de Rothschild (Lafite) ha deciso di produrre i Réserves in quattro grandi denominazioni di Bordeaux: Bordeaux, Bordeaux Blanc, Médoc e Pauillac. Nella creazione della Collezione, l'obiettivo di DBR (Lafite) è quello di offrire vini classici di Bordeaux con fascino immediato.

  • Donnafugata

    Donnafugata nasce in Sicilia dall'iniziativa di una famiglia che conta oltre 160 anni di esperienza nel vino di qualità. Giacomo Rallo e la moglie Gabriella, con i figli Josè e Antonio portano avanti un progetto imprenditoriale che punta alla cura dei particolari e mette l'uomo al servizio della natura per produrre vini sempre più rispondenti alle potenzialità del territorio. L'avventura di Donnafugata prende avvio nel 1983 dalle storiche cantine della famiglia Rallo a Marsala e nelle vigne di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia occidentale; nel 1989 Donnafugata giunge sull'isola di Pantelleria dove inizia a produrre vini naturali dolci.

  • Duca di Salaparuta

    ducadisalaparuta_logo_HD.jpg

    Il Gruppo Duca di Salaparuta riunisce tre brand storici che rappresentano la Sicilia e l’Italia nel mondo: Corvo e Duca di Salaparuta, nati nel 1824, e Florio nato nel 1833. Acquisite dalla Illva Saronno Holding e riunite in un’unica realtà, le due Aziende storiche costituiscono il primo gruppo vitivinicolo privato dell’isola e ne raccontano la storia e la terra attraverso luoghi suggestivi come le Tenute e le storiche Cantine. Tre marchi, ognuno testimone di un territorio specifico e delle peculiarità che lo contraddistinguono, e una gamma di vini completa in grado di soddisfare ogni occasione di consumo e abbinamento.

    Duca di Salaparuta

    Riesce a raccontare in modo sempre nuovo e seducente gli aspetti più appassionanti della Sicilia. Ogni vino è espressione dei territori più vocati e di una lunga tradizione vinicola, un vero e proprio stile di vita elegante e immediatamente riconoscibile.

  • Elena Walch

    Elena Walch è un’azienda vinicola di spicco dell’Alto Adige a conduzione famigliare, fiore all’occhiello della produzione vinicola italiana e rinomata a livello internazionale.

     Promotrice di qualità ed innovazione, Elena Walch ha contribuito a guidare la rivoluzione qualitativa altoatesina guadagnandosi così una grande considerazione locale ed internazionale. Architetto di professione, Elena Walch ha sposato l’erede di una delle più antiche famiglie vinicole della regione, portando con sé nuovi concetti di modernizzazione dell’azienda tradizionale. Oggi la conduzione aziendale viene affidata nelle mani delle figlie Julia e Karoline Walch, la quinta generazione della famiglia.

     La filosofia aziendale è strettamente legata al suo terroir: il principio è che i vini debbano essere espressione unica del proprio terreno, del clima e del lavoro svolto in vigna, e che il vigneto debba essere lavorato secondo i principi della sostenibilità e come tali lasciati in eredità  alle prossime generazioni. La convinzione profonda che la qualità del vino nasca in vigna porta dunque con sé la volontà di lavorare senza compromessi, rispettando le caratteristiche individuali del singolo vigneto. Con 60 ettari in coltivazione, tra cui spiccano i due vigneti VIGNA Castel Ringberg a Caldaro e VIGNA Kastelaz a Tramin, Elena Walch si annovera tra le più importanti personalità vinicole dell’Alto Adige.

     I vini si distinguono per carattere, eleganza e spiccata personalità, uniti ad altissima professionalità di realizzazione. Le superbe condizioni climatiche e la posizione eccezionale delle tenute danno vita a vini bianchi freschi e fruttati, così come a vini rossi concentrati e morbidi.

  • Enrico Serafino

    La Cantina Enrico Serafino nasce nel lontano 1878 a Canale d’Alba, nel cuore del Roero. Fondata da Serafino Enrico, imprenditore e proprietario terriero, la casa vinicola diventa presto una delle più importanti del Piemonte e tra le prime a diffondere i vini classici piemontesi in tutta Italia e all’estero. Oltre ai classici vini della zona, primi fra tutti Roero, Arneis e Barbera, l’azienda produce grandi Barolo e Barbaresco da uve provenienti dalle vicine Langhe, vini nobili ed eleganti, in cui il vitigno Nebbiolo esprime al meglio le proprie caratteristiche. 

  • Feudi di San Gregorio

    Fondata nel 1986, Feudi di San Gregorio è oggi il marchio simbolo del rinascimento enologico del meridione d'Italia e di una cultura del bere volta a riscoprire l'identità dei sapori mediterranei. Salvaguardare la tradizione ricercandone tutte le potenzialità. Valorizzare i vitigni del Sud Italia come l'Aglianico, il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo, investire nella terra e nella tradizione secolare della viticultura irpina, restituendo un futuro ad un patrimonio ambientale unico. Oggi Feudi di San Gregorio è - e vuole essere sempre di più - un luogo d'incontro, di confronto, di conoscenza, di meditazione, un laboratorio di idee e cultura.

  • Florio

    Il Gruppo Duca di Salaparuta riunisce tre brand storici che rappresentano la Sicilia e l’Italia nel mondo: Corvo e Duca di Salaparuta, nati nel 1824, e Florio nato nel 1833. Acquisite dalla Illva Saronno Holding e riunite in un’unica realtà, le due Aziende storiche costituiscono il primo gruppo vitivinicolo privato dell’isola e ne raccontano la storia e la terra attraverso luoghi suggestivi come le Tenute e le storiche Cantine. Tre marchi, ognuno testimone di un territorio specifico e delle peculiarità che lo contraddistinguono, e una gamma di vini completa in grado di soddisfare ogni occasione di consumo e abbinamento.

    Florio

    È un innovatore per tradizione che rivela un mondo inaspettato, un artigiano contemporaneo dall’anima intensa, insolita e preziosa. Vini di altissimo rango da assaporare in più occasioni, liquorosi, passiti e spumanti da riscoprire come aperitivo, da dessert e da meditazione. Un’azienda che negli ultimi due secoli ha maturato un’esperienza unica, grazie al rispetto della tradizione, alla cura del dettaglio e a innovative visioni.

  • Francis Ford Coppola

    I Coppola hanno impiegato più di vent’anni per rimettere insieme tutti i vigneti originali, che erano stati piantati nelle terre dello Château della Napa Valley nel lontano 1882. Accanto ai lavori di recupero degli edifici e della cantina, è stato contemporaneamente avviato un lungo processo di rinnovamento delle vigne impiantate nel secolo scorso, con il quale si è cercato di mantenere le radici delle vecchie viti, salvaguardando in particolare i più importanti e storici cloni che erano arrivati dalla Francia. Tra i filari, è massimo il rispetto di quello che è l’equilibrio di natura, ambiente ed ecosistema, e le piante vengono allevate in modo da riuscire ad arrivare a vendemmiare frutti schietti, ricchi e concentrati in ogni loro sfumatura organolettica. Il primo vino è stato realizzato nel 1975 e oggi, tutti i vini dell’azienda derivano da uve di proprietà, sono certificati organici, e vengono seguiti nel loro intero processo produttivo. Attualmente l’azienda prende il nome di Rubicon Estate, in onore dell’ultra premiato vino basato sul taglio bordolese secondo la tradizione ormai tipica della Napa Valley, che ha ricalcato, a onor del vero senza nasconderlo, le autorevoli produzioni francesi. Nella cantina di Francis Ford Coppola, meccanismi altamente computerizzati aiutano a creare vini eccellenti, che allo stesso tempo si trovano in commercio a un prezzo accessibile e veramente concorrenziale. Tuttavia, pur usando le più moderne e avanzate tecnologie enologiche, l’obiettivo principale rimane sempre uno e uno soltanto, volto a esaltare e valorizzare ciò che il territorio e la stagione sono stati in grado di esprimere nei grappoli. Nasce in questa maniera una gamma di etichette capace di assecondare qualsiasi palato. Dalla “Diamond Collection” alla linea “Director’s Cut”, tutti vini che nascono da una conduzione di regia semplicemente impeccabile. Bottiglie che raccontano quella che è la più bella California se si parla di vino.

  • Galardi

    Azienda Agricola Biologica

    L’impegno di trasformazione del vigneto e delle pratiche di cantina, assunto nel 1991 produce il suo primo frutto con la vendemmia del 1993.
    Il risultato ha prodotto un vino che nonostante la gioventù mostrava già al suo esordio tutte le potenzialità espressive di un gran vino. Il 1994 segna la nascita definitiva del "TERRA DI LAVORO".

    La potenzialità del terreno vulcanico e l’incontro con Riccardo Cotarella, enologo di grande valore e particolarmente sensibile al recupero e alla valorizzazione dei vini del Meridione, portarono alla nascita, nel 1993, del Terra di Lavoro, un prodotto che fu per tutti un’incredibile sorpresa. Da un'affiatata collaborazione tra i protagonisti di questa bella avventura, si è passati oggi ad un’efficiente e moderna struttura animata dallo spirito di sempre.

  • Gerard Depardieu

    Gerard Depardieu ha riscosso un notevole successo nel mondo della vinificazione nel settembre 2001 quando ha avuto inizio la collaborazione con il famoso viticoltore della regione di Bordeaux - Bernard Magrez, proprietario del leggendario Chateau Pape Clement. A Parigi, Gerard Depardieu e Bernard Magrez hanno congiuntamente un ristorante gastronomico "La Fontaine Gaillon", situato tra l'Opera e il Palais Royal. Nelle vicinanze si trova un'enoteca la Bernard Magrez. Nel giro di pochi anni, due maestri di vino hanno acquistato 9 terroir a Bordeaux, Languedoc e in altri paesi. Gerard Depardieu ha anche sponsorizzato la cantina Bernard Magrez - Chateau La Tour Carnet, Grand Cru Classe nella regione Haut-Médoc AOC.

    Bernard Magrez è chiamato "il compositore di vini rari". Uno degli obiettivi principali di Bernard Magrez è di aprire nuovi terroiri poco noti ma estremamente promettenti per la produzione di vini pregiati. Tutti i vini Bernard Magrez hanno una ricca storia, molti dei quali segnalati in varie competizioni internazionali. Bernard Magrez ha vinto molti premi fra cui medaglie d'oro e valutazioni da 100 punti e 5 stelle.

  • Gordon & Macphail

    La cittadina di Elgin, nel nord della Scozia orientale, è considerata “la capitale mondiale del Whisky”. È qui che nel 1895 è stata fondata la Gordon & Macphail, da James Gordon e John Alexander McPhail. La loro intuizione fu quella di unire il tipico “drugstore” al negozio di vini e liquori, coniugando due distinte attività commerciali e divenendo di fatto, per ciò che riguarda il Whisky, i pionieri del mercato del single malt al di fuori delle highlands. Le loro scelte, da subito si rivelarono più che azzeccate: selezionando e acquistando i migliori whisky novelli direttamente dal produttore, per poi invecchiarli nei migliori fusti e infine imbottigliarli nel momento più opportuno, la Gordon & Macphail ha dominato il mercato dei single malt nel trentennio 1955-1985, facendosi riconoscere per il suo stile complesso ed elegante. Oggi l’azienda, capitalizzando gli eccellenti rapporti che ha saputo instaurare con tutte le distillerie scozzesi, si ritrova con un’immensa e diversificata riserva di whisky nei propri magazzini, e continua a essere presente sul mercato con prestigio e autorevolezza.

  • Gruss

    La famiglia Gruss è impegnata nella produzione di vini di qualità da tre generazioni. Siamo in Alsazia, una regione che, sia culturalmente sia enologicamente, ha molte caratteristiche in comune con la Germania. I Gruss risultano residenti, per l’appunto in Alsazia, sin dal ‘600, ma è in particolare all’inizio del XX secolo che Eugène Gruss diede il via all’attività di compravendita di vino. Successivamente, Joseph, figlio di Eugène, seguendo in parte la strada intrapresa dal padre scelse di rimanere attivo nell’ambito enologico, non praticando però il commercio ma aprendo direttamente un’azienda vitivinicola, per coltivare le vigne, produrre vino e imbottigliarlo sotto proprio nome. Il Domaine Gruss si trova al centro del borgo di Eguisheim, e dal 2001 ha iniziato un importante processo di rinnovamento grazie al giovane Andrè il quale, enotecnico molto competente, ha generato una vigorosa svolta manageriale, rinnovando cantina e attrezzature, per poter contare su un futuro aziendale ancora più prestigioso. La produzione è comunque sempre dettata dal “buon senso”: la vendemmia è manuale e la vinificazione è effettuata in vecchie botti di rovere. In cantina non avviene nessuna magia, ma sono scrupolosamente seguiti tutti i processi produttivi. Il risultato finale è il frutto di un'interpretazione attenta al territorio e fedele alle tradizioni. Tra i filari, le norme agronomiche rispettate sono quelle dell’agricoltura biologica, per cui non vengono mai usate sostanze chimiche, bensì viene praticato l’inerbimento e sono adoperati esclusivamente concimi organici. Nel pieno rispetto di quello che è l’equilibrio di natura, ambiente ed ecosistema, si arrivano così a vendemmiare uve schiette, pregiate e concentrate in ogni loro sfumatura organolettica. In cantina, tutto è volto a rispettare quello che è l’obiettivo principale, per cui vengono valorizzate al massimo le peculiarità che stagione e territorio sono stati capaci di esprimere nei grappoli. Nascono così vini semplicemente eccezionali: dal Sylvaner al Pinot Gris, dal Riesling al Gewürztraminer, dal Muscat fino al Crémant d’Alsace, tutte etichette davvero eccellenti.

  • Hofstätter

    Hofstätter è, forse, la più grande cantina privata dell’Alto Adige. Una cantina mitica, per alcuni sinonimo stesso dell’Alto Adige e della sua purezza espressiva, quella fondata da Josef Hofstätter nel 1907 è realtà da sempre capace di coniugare tecnica e passione, grandi numeri e costanza qualitativa, condotta con un pragmatismo e una logica ferrea che coniuga interesse commerciale e rispetto per il territorio. Una cantina che può contare su ben 50 ettari di proprietà su cui vengono coltivate tutte le varietà più tipiche della regione. Grazie infatti alla molteplicità delle esposizioni, trovano ottime condizioni di crescita e di maturazione sia le uve a bacca bianca che le uve a bacca rossa. Dal gewürztraminer al pinot bianco, dal pinot nero, al lagrein e la schiava non c’è varietà che, una volta vinificata, non possa essere considerata come esempio di assoluta eccellenza regionale. Un lavoro unico e certosino, oggi gestito in quarta generazione dal pro-pronipote del fondatore Martin Foradori Hofstätter.

  • Hospices de Beaune

    Hospices de Civiles de Beaune è un'ex ospizio dei poveri fondato nel 1443 nella città di Beaune. È oggi un ospedale moderno, con gli edifici originali che servono da museo. Dal 1859, un'asta di beneficenza di carità ha raccolto fondi per l'ospedale grazie ai vini prodotti sotto il marchio Hospice.

    I vini sono fatti presso la cantina Hospices da circa 60 ettari di aziende vinicole che sono state donate all'ospizio da molti decenni. Molti di questi si trovano nei siti di vigneti di prim'ordine e grandi cru, tra cui Clos de la Roche, Mazis-Chambertin e Corton. In totale ci sono 32 vini rossi e 13 vigneti bianchi fatti, la maggior di questi sono chiamati con i nomi dei loro donatori.

  • Jean Fillioux

    Nel cuore della Grande Champagne, nel comune di Juillac-le-Coq, si trova la Domaine de la Pouyade che dal 1894 è di proprietà della famiglia Fillioux. Oggi, l’azienda è guidata da Christophe Fillioux, il quale ricava dai suoi venticinque ettari vitati delle acqueviti di rara finezza. Grazie alla strategica posizione dei vigneti, e anche per merito del know-how tramandato di padre in figlio da ben cinque generazioni, i cognac della cantina Jean Fillioux sono di una qualità eccelsa e si distinguono per freschezza, eleganza, complessità, persistenza aromatica e potenza.

  • La Maliosa

    Fattoria La Maliosa è un’azienda agricola che si estende su circa 160 ettari nella Maremma collinare, composti da terreni seminativi, vigneti, uliveti e boschi; produce vini naturali, olio di oliva extravergine e miele. L’azienda a conduzione biodinamica,ha anche le certificazioni biologica e vegan a testimonianza di un impegno costante nel tempo. Qui Antonella Manuli ha realizzato un progetto basato sulla scelta della qualità, della bellezza e della salubrità ambientale nel rispetto del territorio e della sua originalità.

  • Langlois Châteaux

    Nato nel 1873 in una famiglia rurale nella regione di Saumur, Edouard Langlois era un enologo e un esperto di cantina a St-Hilaire-St-Florent. Aveva 23 anni quando sposò Jeanne Chateau di 19 anni, la cui famiglia proveniva dalla Vendée.

    Il 1 ° agosto 1912, la coppia ha fondato la Maison Langlois-Chateau a St-Hilaire-St-Florent, con l'aiuto del Barone de Bodman, proprietario del Château de St-Florent e della vicina vigna; il Barone aggiunse così cantine, terreni ed edifici e la giovane azienda acquisì l'attività delle ex Maison Delandes, fondata nel 1885.

    Langlois-Chateau si è specializzato immediatamente nella produzione di "spumanti". L'attività partì subito bene, ma fu interrotta dalla prima guerra mondiale durante la quale Edouard Langlois è stato ucciso il 31 marzo 1915. Aveva 42 anni e aveva ricevuto la Croix de Guerre (Croce Militare).

    Nel 1973, Maison Bollinger, un'impresa familiare all'Aÿ-Champagne, riconosciuta la qualità dei vini Langlois-Chateau acquisì la maggioranza della proprietà, contribuendo in tal modo alle sue risorse finanziarie e alle sue agenzie in Francia e all'estero. Michel Villedey, genero della famiglia Bollinger e anche di Saumur, divenne presidente dell'azienda, assistito da Jean Leroux, figlio di Maurice.

    L'impresa ha sperimentato una rapida crescita, aggiungendo capacità alle sue cantine, creando vigneti a Saumur, Saumur-Champigny e Sancerre (attualmente 71 ettari) e aumentando gli investimenti commerciali.

    Nel 2007 l'azienda si è ingrandita notevolmente e nel suo sito storico a St-Hilaire St-Florent sulle pendici che si affacciano sulla Loira ha concentrato tutta la propria produzione: presse, stoccaggio, cantine, distribuzione, amministrazione e reception, tutti immediatamente adiacenti ai suoi vigneti.

    Accanto alla produzione delle sue "bollicine" nell'ambito della denominazione "Crémant de Loire", la cantina produce anche "vini fermi" dai propri vigneti.

    François-Régis de Fougeroux guarda ora Langlois-Chateau (da ottobre 2008). È entrato a far parte della Camera nel 2001 come Direttore della Produzione. Michel Villedey è ancora al vertice come presidente non esecutivo.

  • Les Cretes

    L’azienda vitivinicola Les Crêtes nasce nel 1989 in Aymavilles (Valle d’Aosta), per opera di Costantino Charrère ed è oggi gestita dalla sua famiglia che, proprietaria di uno storico mulino ad acqua del ’700 e delle antiche cantine di Via Moulins, si occupa, da cinque generazioni, di produzioni agroalimentari. La zona di coltivazione dei vigneti si estende per 25 ettari lungo l’asse orografico della Dora Baltea nei comuni di Saint Pierre, Aymavilles, Gressan, Sarre, Aosta e Saint Christophe.

    L’areale produttivo, che ha origine nel difficile territorio di montagna, è caratterizzato da un’alta frammentazione dei vigneti ed elevate densità di impianto (8.000-9.000 piedi/Ha) dovute alle pendenze dei terreni, i cui suoli morenici e sabbiosi, costituiscono ambiente ideale per la coltivazione di numerose varietà autoctone ed internazionali.

    Il clima alpino influenza fortemente le caratteristiche organolettiche dei vini locali: le uve, vendemmiate tardivamente, subiscono forti sbalzi di temperatura dovuti all’escursione termica autunnale (giorno/notte +22°C/0°C); tale fenomeno, tipico delle aree montane, favorisce la formazione dei precursori aromatici nel grappolo, che arricchiscono considerevolmente la componente aromatica dei vini.

    La gestione agronomica dei vigneti, basata sul rispetto dell’ambiente, e la valorizzazione del “terroir”, sono punti focali di una filosofia aziendale che unisce le tradizionali tecniche di coltivazione alla passione per l’innovazione e la ricerca tecnologica. I trattamenti fitosanitari, in linea con i programmi europei di settore, prevedono un limitato uso di fitofarmaci.

    La produzione annua complessiva è di 170.000 bottiglie. Il comparto di vigneti più ampio si sviluppa nella zona “Les Crêtes” di Aymavilles, dove la panoramica collina del Côteau la Tour offre la sua torre medievale, abitata sino al secolo scorso da un eremita del villaggio, oggi simbolo dell’azienda. Essa è ben visibile alla sinistra dell’uscita del casello Aosta ovest, arrivando da Torino.

    Le varietà coltivate sono sia autoctone (Petit Rouge, Fumin, Petite Arvine, Gros Rouge, Cornalin, Mayolet, Prëmetta) che internazionali (Pinot Noir, Chardonnay, Syrah). La “tensione” produttiva aziendale è rivolta all’intera filiera produttiva, dove gli interventi vengono realizzati con la massima attenzione e cura, nella continua ricerca della qualità.

    La Cantina è dotata di sala di degustazione e ampio parcheggio ed è posizionata in un sito panoramico, a 1 Km dal casello autostradale Aosta Ovest dell’autostrada per il Traforo del Monte Bianco.

  • Letrari

    Letrari, una famiglia che ha radici nella storia stessa del vino trentino. Attivi già nel 1647 in quel di Borghetto d'Avio, in riva all'Adige, prima come zatterieri fluviali, poi commercianti e sagaci innovatori agricoli. Con Leonello Letrari subito sulla scena enoica del buon bere. Merito suo se nell'immediato Dopoguerra i vini delle Dolomiti acquistano carattere e prestigio oltre i confini regionali. È sempre lui che 'crea' i primi uvaggi e negli anni '60 inizia ad elaborare spumanti di pregio. Per poi fondare nel 1976 – assieme alla moglie Maria Vittoria - l'attuale azienda di famiglia.

    Tradizione e innovazione sono il credo della nostra azienda, costantemente applicate con moderne pratiche agronomiche, con il lavoro e la dedizione delle nuove generazioni.

    La medesima passione di Leonello oggi anima anche l'impegno della figlia Lucia (enologo come il padre), alla quale sono affidate le maggiori responsabilità dell'azienda.

  • Los Vascos

    Nel 1750, la famiglia Echenique scelse di emigrare in Cile, abbandonando i Paesi Baschi. Fin da subito, nei pressi della cittadina di Peralillo, nella provincia di Colchagua, gli Echenique iniziarono ad allevare vigneti, e a partire dal 1877 anche a esportare in Europa i propri vini. Nel 1988, l’azienda vinicola fu acquistata dalla famiglia Rothschild-Lafite, che rinominò la tenuta “Los Vascos”, in onore dei fondatori baschi. I Rothschild-Lafite, già proprietari in Francia dei Domaines Barons de Rothschild-Lafite, scelsero di acquistare l’azienda cilena, con oltre duemila ettari di cui 500 vitati, per motivi ben precisi. A 130 metri di altitudine e a soli 40 chilometri dall’oceano pacifico, con terreni secchi e calcarei, particolarmente adatti alla coltivazione delle varietà bordolesi, e con un sicuro approvvigionamento idrico in caso di fabbisogno, la tenuta “Los Vascos” riunisce in sé tutti i migliori pregi del terroir cileno, il quale, impreziosito dal know-how della vinificazione europea, è in grado di garantire oggi la produzione di vini esclusivi e prelibati.

  • Louis Roederer

    Erede della Maison de Champagne nel 1833, imprenditore ed esteta, Louis Roederer  prende la decisione lungimirante di arricchire il vigneto per controllare tutte le fasi dell’elaborazione del vino e crea uno stile, uno spirito e un gusto del tutto originali.  Nella metà del XIX secolo, con l’acquisto di vigne selezionate con istinto e spirito eclettico sulle terre dei Grands Crus de Champagne, Louis Roederer va controcorrente rispetto agli usi dell’epoca. 
    Mentre altri acquistano l'uva, Louis Roederer cura il vigneto, decifra il carattere di ogni appezzamento e acquista metodicamente i migliori. Persuaso che la quintessenza di un grande vino risieda nella terra, amante della tradizione e volto al futuro, Louis Roederer traccia un destino d’eccezione per la Casa che da allora porterà il suo nome. Il suo successore, Louis Roederer II,  è animato dalla stessa visione paziente dello champagne, la stessa concezione patrimoniale della tenuta viticola, la stessa intraprendenza.

    Trae ispirazione dall’amore dei libri e dei disegni, che colleziona con talento.  A partire dagli anni 1870, i vini di Champagne Louis Roederer viaggiano fin negli Stati Uniti e in Russia, alla tavola dello Zar Alessandro II. 

    Uomo di gusto, ricercatore inveterato, Louis Roederer crea per l’imperatore un nuovo champagne e lancia una nuova idea: la prima “cuvée de prestige”, nasce nel 1876 sotto il nome di “Cristal”. La sua sottigliezza e la sua eleganza faranno da allora la reputazione di eccellenza della Maison Louis Roederer.

    Negli anni 1920, il nuovo erede della Casa Louis Roederer, Léon Olry Roederer, si dedicherà con impegno alla creazione di un vino particolarmente equilibrato, il cui accordo costante e delicato di diversi millesimati è la promessa di una qualità sempre perfetta. Un magnifico assemblaggio che contribuisce alla rinascita della Maison Louis Roederer.
    Al decesso di Léon, nel 1933, la moglie Camille assume la direzione della Casa, guidandola con intelligenza brillante e straordinaria energia. Appassionata di corse di cavalli (è proprietaria di una scuderia tra le più celebri del mondo), è anche una grande mecenate, che sa far rivivere la dimensione festosa e il piacere dello champagne.  Camille Olry  Roederer  moltiplica i ricevimenti nel bel palazzo familiare a  Reims. Queste serate segneranno la storia della Casa e avvieranno una nuova generazione di amatori alla degustazione dello  champagne.

    Enologo, ingegnere agronomo, il di lei nipote Jean-Claude Rouzaud le succede dedicandosi alla tutela dell’integrità della tenuta familiare. Intraprende un lavoro ispirato di ricostruzione del vigneto. Operando con passione, coltiva più che mai lo spirito di intelligenza creativa che fa tutta la personalità della Casa.

    Sempre indipendente, e sempre gestita dalla famiglia, la Maison Louis Roederer è oggi diretta da suo figlio, Frédéric Rouzaud, esponente della settima generazione della dinastia. Con la stessa pazienza, un'incrollabile fedeltà alla sua vocazione creativa, la Maison Louis Roederer spedisce ormai, ogni anno, più di tre milioni di bottiglie in oltre cento paesi di tutto il mondo. 

  • M. Chapoutier

    Già nel 1808 un lontano antenato della famiglia Chapoutier iniziò ad acquistare i primi vigneti nella Valle del Rodano. Oggi Michel, da sempre appassionato di vino e in seguito autodidatta, guida l’azienda con la filosofia biodinamica, cercando di rispettare la sua terra, per esaltarla e portarla direttamente nel bicchiere. La sua forza d’animo e la sua convinzione lo hanno portato a “esportare” questa filosofia anche in altri continenti. Michel infatti, produce vino anche in Australia e Stati Uniti, ma ha acquistato vigneti anche in Alsazia e Portogallo. Tuttavia il richiamo di casa è stato sempre forte, e grazie alla florida attività di “negociant” ha potuto investire molte risorse nello sviluppo del Domaine di famiglia nella valle del Rodano.

  • Mandrarossa

    Mandrarossa fa parte dei vigneti delle Cantine Settesoli che da 50 anni uniscono più di 2.300 viticoltori per lavorare su 6000 ettari di vigneto come se fossero di un’unica proprietà . Grazie a un’intensa attività di sperimentazione in vigna e in cantina interpreta il suo territorio in modo innovativo e unico: dai classici grecanico, grillo e nero d’Avola fino agli internazionali chardonnay, viognier, merlot, syrah e cabernet sauvignon -varietà che hanno trovato nella zona di Menfi condizioni ideali- nascono vini tanto moderni quanti caratteristici, caldi, eleganti. Le Cantine Settesoli accanto ai vitigni della tradizione autoctona, quali Grecanico e Nero d'Avola, si sono magnificamente acclimati vitigni internazionali quali Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot e Sirah.

     

  • Mesa

    Mesa è una cantina che nasce nel 2005 grazie ad un'intuizione del famoso pubblicitario di origine sarda Gavino Sanno. Il nome, come in spagnolo significa tavola o desco, rappresenta perfettamente l'idea della convivialità, della semplicità e dell'amore nei confronti della Sardegna E' nelle valli caratterizzate da terreni sabbiosi della zona di Carbonia-Iglesias che nascono i vini di grande carattere e luminosità di Mesa: carignano, cannonau e vermentino.

  • Montalbera

    La famiglia Morando, fondatrice della cantina Montalbera, è protagonista di rilevo nel mondo vitivinicolo del Monferrato e della Langa. Grande rispetto e valorizzazione del territorio che contraddistingue il lavoro portato fin dagli albori. Un legame ed un amore indissolubile tra ambiente, vitigno ed intervento dell'uomo. Continua ed appassionata valorizzazione dei grandi vini del Monferrato e Langa a partire da quello che forse più rappresenta questa storica cantina: il Ruché di Castagnole Monferrato.

  • Mont’Albano Agricola

    Mont’Albano nasce nel 1985 nel cuore del Friuli Venezia Giulia, dall’intuizione di Mauro Braidot che, in controtendenza alla maggioranza dei produttori del tempo, converte i suoi 5 ettari di vigna al metodo di produzione biologica. L’azienda non tarda a crescere grazie alla sua filosofia e ai suoi ottimi vini friulani, perciò nel 1998 s’ingrandisce la cantina e si costituisce la Mont’Albano sas. Oltre ai propri uvaggi inizia la lavorazione di uve terze, fornite da produttori regionali fidelizzati e rispettosi dei rigorosi principi che Mont’Albano esige per apporre il proprio marchio sul prodotto.Nel 2008 la Mont’Albano sas entra nell’orbita del gruppo Sartori di Verona, costituendo la Mont’Albano spa sp. Unendo la propria esperienza nel biologico alla tradizione della storica cantina veronese, che già da qualche anno si era approcciata ad un progetto di viticoltura biologica, la gamma di prodotti viene ampliata permettendo al marchio Mont’Albano di proporre alla clientela, oltre ai vini veneti, anche vini abruzzesi e siciliani di aziende facenti parte del gruppo Sartori.

  • Oddero

    Poderi e Cantine Oddero è uno dei marchi storici tra i produttori del Barolo. L’azienda ha radici che risalgono alla fine del XVIII secolo, quando gli avi della nostra famiglia cominciarono a vinificare in proprio. Le cantine, situate in Frazione Santa Maria di La Morra si innalzano su di un terrazzo naturale e gettano lo sguardo sulle colline delle Langhe. Immersa in un mare di curatissimi vigneti, la nostra azienda coltiva 35 ettari dei migliori cru delle Langhe e dell’Astigiano da cui ottiene l’eccellenza dei vini piemontesi:
    Barolo, Barbaresco, Langhe Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Barbera d’Asti e Moscato. 
    Sapienza antica e aggiornate tecniche produttive. Tenacia, pazienza, rispetto della materia prima e del territorio. Produrre vini per noi significa curare ogni dettaglio: dalla potatura invernale alle primaverili operazioni in verde, dai diradamenti alla vendemmia, fino alla pigiatura, la fermentazione e il lungo affinamento. La qualità è un valore che si scopre nei dettagli.
  • Ogier

    Clos de l’Oratoire des Papes appartiene a Ogier dal 2000, così come Domaine Notre Dame de Cousignac dal 2004. Essere proprietari di questi vitigni testimonia il grande impegno Ogier nel difendere l’interesse duraturo della filiera ed il rispetto per l’uomo, preservando la diversità e le storie degli uomini che condividono gli stessi valori. Questo savoir-faire « vigneron », caratterizzato da un’accurata selezione e dal rispetto dei territori e dei suoi ecosistemi, dall’uva alla bottiglia, è applicato con particolare cura a tutti i vini che la Maison Ogier produce con fierezza. 

    Ogier si spinge oltre al suo obiettivo d’eccellenza con la sublimazione che si perpetua nelle cantine di affinamento in Châteauneuf-du-Pape. Gioiello della denominazione, la cantina è per molti aspetti l’elemento essenziale della qualità Ogier. Situate ai piedi del villaggio di “Puits Neuf”, le cantine contano ameno 3 pozzi artesiani lastricati in pietra rossa che attestano un imponente passato medievale. La presenza permanente d’acqua fresca e pura crea le condizioni ideali per un luogo d’affinamento eccezionale. Eredità di un antico savoir-faire châteauneuvois nella produzione delle botti, vero Maître nell’arte dell’affinamento, Didier Couturier sublima nei suoi vini le qualità originali del Terroir, per arrivare ad un livello senza precedenti nella Vallée du Rhône. 

  • Ognissole

    Ognissole nasce dal sogno di valorizzare, in un progetto aziendale unico nella regione, i principali vitigni autoctoni della Puglia. L’Azienda è strutturata in due tenute autonome, ciascuna con vigneti propri ed una struttura di vinificazione dedicata: 

    •nella Tenuta di Manduria si esprimono a pieno le potenzialità del Primitivo e del Negroamaro; 
    •nella zona di Castel del Monte la Tenuta Cefalicchio, a conduzione biodinamica (con certificazione Demeter dal 1992), punta principalmente sul Nero di Troia e sul Moscato.
    Il nome Ognissole è citato in un poema di Leonida da Taranto (III sec. a.C.) che parla di queste terre illuminate da “ogni sole” per gran parte della giornata. Il logo è la reinterpretazione di un dettaglio di un mosaico rinvenuto in una domus costruita tra il III ed il II sec. a. C.

  • Pelissero

    La nostra famiglia è da sempre dedita all'agricoltura con DNA langarolo e contadino. Siamo a Treiso, comune indipendente da Barbaresco dal 1957, nel cuore della zona di produzione di una delle prime DOCG italiane, il Barbaresco, figlio del re Nebbiolo, la varietà che più di ogni altra ha delineato e delineerà la storia delle nostre colline e della vitivinicoltura nazionale ed internazionale. Noi siamo figli di questa terra e di questo vitigno.

    Lo spirito di continua ricerca, in vigneto e poi in cantina, la passione, l'impegno e la dinamicità innovativa sono le nostre costanti che si uniscono all'orgoglio di essere ormai giunti alla terza generazione di coltivatori della vite. La filosofia però non è cambiata: solo varietà autoctone tipiche delle nostre terre ed in particolare Nebbiolo, Barbera e Dolcetto che coprono l'85% della nostra produzione. Tutte le uve che utilizziamo provengono dai 38 ettari di terreni di proprietà e siamo in grado, avvalendoci dell'aiuto di sapienti collaboratori, di seguire direttamente tutto il ciclo produttivo aziendale, dalla potatura alla commercializzazione delle 250.000 bottiglie annuali.

  • Penderyn

    Penderyn Distillery è una giovane distilleria gallese, la prima distilleria in assoluto del Galles, situata nell'omonimo borgo di Penderyn, da cui prende il nome. E' stata fondata nel 2000 dalla Welsh Whisky Company. La prima distillazione è avvenuta nel settembre dello stesso anno, mentre la prima bottiglia è stata commercializzata quattro anni dopo. La distilleria si avvale di un sistema di distillazione unico al mondo: un singolo alambicco di rame sormontato da una colonna di distillazione. Le maturazioni avvengono in due tipi di botti: nella prima fase in barili precedentemente utilizzati per il bourbon e nella seconda fase in barriques utilizzate per la produzione del madeira.

  • Penfolds

    La cantina Penfolds è stata fondata da Christopher Rawson Penfold, un giovane medico inglese fermamente convinto delle proprietà curative del vino che, prima di lasciare la Gran Bretagna per emigrare in Australia, si procurò delle barbatelle provenienti dal sud della Francia. Le piccole viti furono piantate vicino al cottage che lo stesso Penfold costruì, insieme alla moglie, nel 1845 ad Adelaide. Fino alla seconda metà del XX secolo, la cantina Penfolds produceva quasi esclusivamente brandy e vini fortificati, tipo il Porto o lo Sherry, usati a scopi curativi. Verso la metà del secolo scorso, nel 1950 per l’esattezza, in funzione del cambiamento dei gusti dei consumatori, iniziò a essere incrementata la produzione di vino da tavola. Da allora, la cantina Penfolds ha aperto la strada alla definizione dell’immagine qualitativa dei vini australiani a livello internazionale. Oggi, l’azienda è di proprietà della Tooth and Co., che continua a impegnarsi per posizionare i propri vini ai vertici della qualità. Tra i filari, è massimo il rispetto per l’ambiente, per la natura e per l’ecosistema, per cui le uve che si arrivano a vendemmiare sono tutte pregiate, schiette e concentrate in ogni loro sfumatura organolettica. In cantina, dalla diraspatura alla pressatura, dalla fermentazione all’invecchiamento, dall’imbottigliamento all’affinamento, ogni passaggio produttivo viene costantemente e scrupolosamente monitorato, al fine di garantire sempre il massimo livello qualitativo possibile. È in questa maniera che l’insieme delle etichette proposte dalla cantina Penfolds arriva a costituire un vasto assortimento di prodotti, rappresentando una gamma in grado di riuscire ad adeguarsi a ogni gusto e occasione, assecondando tutti i palati, persino quelli più sofisticati, delicati ed esigenti. Alcuni vini, come lo storico “Grange Hermitage” prodotto per la prima volta nel 1951, sono ancora vinificati, e i lotti in “edizione limitata” sono altamente ricercati dai collezionisti di vini di tutto il mondo.

  • Perla del Garda

    Perla del Garda è nata nel 2000, e gli attuali proprietari hanno deciso di raccogliere la sfida e produrre vini di alta qualità, legati al lavoro meticoloso nel vigneto. Dei circa 30 ettari di vigneti fra Desenzano e Sirmione, il 90% è occupato dal Trebbiano di Lugana o Turbiana, nella restante parte vengono coltivati Chardonnay, Riesling, Sauvignon e Incrocio Manzoni, ma anche i rossi Merlot, Rebo, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. La lugana è il gioiello dell’azienda, che la produce in 3 tipologie: ferma, spumantizzata e da vendemmia tardiva.

  • Perrier-Jouët

    Due secoli di tradizioni costituiscono un prezioso bagaglio, rappresentato da un vero e proprio savoir-faire artigianale che viene trasmesso di generazione in generazione dal 1811. È proprio in questa data che i coniugi Pierre-Nicolas Perrier e Adèle Jouët fondarono la Maison Perrier-Jouët, che conta oggi 65 ettari vitati, quasi totalmente classificati ai vertici della scala dei Grand Cru. Pioniera nell’ambito della tracciabilità e della lotta alla contraffazione, la Maison Perrier-Jouët è stata la prima cantina a far figurare l’annata sulle proprie bottiglie millesimate. Tra i filari, scelte attente e lungimiranti sono tutte volte a ottenere uve pregiate ed eccellenti, e i frutti raccolti nei cinque principali cru di quello che è definito come il “triangolo magico della Champagne” - composto da Cramant, Avize, Mailly, Aÿ e Dizy - sono presenti puntualmente in tutte quelle che sono le cuvée della maison. Grappoli di chardonnay dai profumi generosi e aromatici, poi di pinot nero, freschi e delicati, e infine di pinot meunier, anch’essi generosi e fruttati, sono lavorati in cantina senza cercare scorciatoie, perseguendo il massimo livello qualitativo senza mai scendere a compromessi. Dal “Grand Brut” al “Blason Rosé”, fino ai millesimati “Belle Epoque”, producendo Champagne puntualmente contraddistinti dallo stile raffinato, intenso e ricercato, l’azienda propone una gamma di etichette dalle caratteristiche inconfondibili, connotate da una persistenza aromatica ampia ed elegante. Il tutto è frutto di conoscenze trasmesse nel tempo e nel silenzio delle cantine, dove gli chef de cave hanno coltivato e accresciuto un importante know-how che, come se non bastasse, è spesso arricchito e impreziosito da artisti di fama internazionale i quali, a partire dal 1902, decorano con le loro opere le bottiglie che conservano le cuvée più importanti della maison, quasi a celebrare la degustazione dello Champagne in una sorta di connubio che unisce arte, poesia e bellezza della vita quotidiana.

  • Peter Sölva & Söhne

    La cantina Peter Sölva & Söhne, fino al 1960 si è soprattutto dedicata alla produzione e alla vendita del vino sfuso. Solo dopo che è stata istituita la denominazione di origine controllata, nel 1963, ha iniziato a produrre e a vendere vino imbottigliato. Attualmente l’azienda sta orientando i suoi 12 ettari vitati verso la strada dell’equilibrio tra la coltivazione dei vitigni autoctoni e quelli internazionali. In cantina, la linea è dettata dalla stessa filosofia: accanto all’uso di contenitori in acciaio e rovere, è stato introdotto, dal 1986, anche l’uso della barrique tostata di rovere francese. L’obiettivo finale è da sempre stato, e rimane anche oggi, quello di ottenere un vino che possa rispecchiare puntualmente territorio di provenienza e annata.

  • Pfitscher

    I Pfitscher producono vino fin dall’anno 1861. Più di 150 anni nei quali il nostro vino, così come la nostra filosofia, ha sperimentato una grande evoluzione. Ciò che si chiedeva al vino in passato era molto diverso da ciò che gli si chiede oggi. Un cambiamento che nostro padre Klaus aveva colto e compreso già 40 anni fa, quando decise di dedicarsi alla vinificazione di vitigni più ambiziosi e di puntare quindi al 100 per cento sulla qualità. Un concetto che, all’epoca, non era ancora così diffuso nel panorama della produzione vinicola altoatesina. Ma i fatti gli hanno dato ragione. Oggi i nostri vini sono espressione della forza vitale della vigna e della genuina purezza del vino.

  • Pira Luigi

    Dagli anni ’50, Luigi Pira trasforma l’azienda verso un indirizzo vitivinicolo e, nei decenni successivi, vende uva e vino sfuso alle grandi cantine dell’Albese che ricercavano il pregiato prodotto del territorio di Serralunga d’Alba.

    Un primo passo che segna un’impronta indelebile scolpita in questa terra che sa regalare al viticoltore vini rossi di grande qualità, tra i quali regna il Barolo. È a partire dagli anni ’90, grazie alla spinta del figlio Gianpaolo, che l’identità dei Barolo di Pira prende corpo, è infatti in quel periodo che il vino prodotto delle vigne storiche di famiglia viene vinificato ed imbottigliato singolarmente. Vini che in pochissimo tempo si sarebbero affermati tra gli appassionati grazie ad un rigore ed un’eleganza unici, dal Vigna Marenca al Vigna Margheria, dal Vignarionda fino al classico Serralunga. Oggi Gianpaolo è affiancato nel suo lavoro anche dai fratelli Romolo e Claudio. Il vino prodotto dalle uve delle vigne storiche di famiglia, viene imbottigliato tutto, i crü del Nebbiolo da Barolo vengono vinificati singolarmente e nascono le etichette corrispondenti: Barolo Vigna Marenca, Barolo Vigna Margheria, Barolo Vignarionda. Senza dimenticare il Barolo Serralunga.

  • Planeta

    Planeta e' un viaggio in Sicilia da occidente a oriente, che da Sambuca di Sicilia e Menfi porta sino a Vittoria, a Noto e all'Etna. Le tappe del "Viaggio" sono le cinque cantine che Planeta ha inserito all'interno dei propri vigneti. Cinque boutique wineries, ciascuna pensata per le specifiche esigenze del territorio: l'Ulmo a Sambuca di Sicilia, la Cantina Piccola e la Cantina Grande a Menfi, Dorilli a Vittoria, Buonivini a Noto; e presto si aggiungera' la sesta, Sciara Nuova sull'Etna. Questi sono i luoghi di Planeta, cantina che nasce nel 1995 ma che ha alle spalle una tradizione vitivinicola che si tramanda da 17 generazioni e dal XVI secolo. Un viaggio attorno alla Sicilia e ai suoi vini più grandi, un progetto rivolto tanto al passato quanto al futuro. In questa direzione, la linea guida del progetto e' estremamente rigorosa: esaltare le caratteristiche di questi grandi vitigni coltivandoli esclusivamente nei rispettivi territori d'elezione. Quindi Nero d'Avola e Moscato a Noto, Frappato a Vittoria, Grecanico a Sambuca e Menfi, e presto anche Carricante sul'Etna.L'altro filone del progetto si svolge nell'arena in cui si misurano i migliori produttori dei cinque continenti. Quindi Chardonnay, Syrah, Merlot, Cabernet: grandi classici dell'enologia internazionale interpretati da un territorio che li marca in maniera inconfondibile, dando vita a dei vini che sono profondamente siciliani tanto quanto i grandi autoctoni. Senza dimenticare la sperimentazione varietale e territoriale piu' spinta, quasi visionaria: quella che ha permesso di ottenere per la prima volta in Sicilia un grande Fiano.

  • Poggio l'Apparita

    L'Azienda Agricola "L'Apparita", costituita nel 1978, si sviluppa su una superficie di 20 ettari nelle campagne della Maremma Toscana, a circa 20 km a nord di Grosseto in direzione di Siena. La proprietà, grazie alla sua rilevanza storica e paesaggistica, è interamente posta sotto la tutela dei Beni Ambientali delle Provincie di Siena e Grosseto. Le origini del casale non sono certe: non è chiaro se in passato fosse stata una zona franca di dogana tra la Repubblica di Siena e lo Stato Pontificio, oppure, vista la sua architettura, se si fosse trattato di un insediamento militare, noto sulle antiche carte catastali come Podere San Michele - da qui la scelta di chiamare i nostri prodotti "San Michele di Poggio L'Apparita".

  • Poliziano

    Azienda
    Una perla rinascimentale, una città papale, un centro di origine etrusca. Montepulciano, Pienza, Cortona. Questo il terroir storico e culturale dell'azienda agricola Poliziano. Circondata da poggi e colline, ispirata a una tradizione enologica millenaria, la nostra produzione di eccellenza si esprime qui da 50 anni. L'azienda agricola Poliziano, nata nel 1961 da un primo nucleo di 22 ettari, negli anni è cresciuta, fino a raggiungere gli attuali 120 ettari tutti coltivati a vigneto. Il suo nome è un omaggio all'umanista e poeta Angelo Ambrogini (1454-1494), detto il "Poliziano", che a Montepulciano nacque.

    Ubicazione
    Il centro aziendale si trova nei pressi della frazione di Montepulciano Stazione ed i vigneti sono situati prevalentemente sul versante meridionale delle coste che da Montepulciano declinano verso est. Ai circa 30 ettari di vigneto accorpati attorno agli edifici aziendali, si aggiungono varie unità poderali, dagli otto ai trenta ettari, che formano l'intera proprietà. Le vigne sono coltivate ad un'altitudine che oscilla dai circa 280 fino ai 450 m.s.l.m., in ambienti ben vocati, dai suoli prevalentemente argillosi tufacei e con discreta presenza di pietrame. La Mappa geologica del Comune di Montepulciano individua gli appezzamenti più importanti della nostra azienda con i toponimi: Asinone, Caggiole, Valiano, Lama, Casale, Pozzi. 

  • Prunotto

    Erano gli inizi del XX secolo, il 1904 per la precisione, quando a Serralunga d’Alba venne fondata la cantina sociale “Ai Vini delle Langhe” la quale, però, dopo poco meno di vent’anni iniziò ad avere seri problemi di bilancio e fu messa in liquidazione. Nel 1922, Alfredo Prunotto scelse di rilevare la società, dandole nel contempo il proprio nome. Da allora, annata dopo annata, il successo è stato ininterrotto, e la cantina Prunotto ha iniziato a esportare vini in tutto il mondo. Nel 1954, lo stesso Alfredo Prunotto decise di cedere l’azienda all’amico enotecnico Beppe Colla, che a sua volta, quarant’anni più tardi, nel 1994, scelse di vendere la cantina alla famiglia dei Marchesi Antinori. Attualmente, la tenuta Prunotto si estende su una superficie totale circa cinquanta ettari vitati, ripartiti tra alcune delle migliori zone vinicole piemontesi, come Bussia, Bric Turot e Costamiole. Tra i filari, le viti sono curate con rigore e costanza, allevate come fossero dei figli, e coltivate nel pieno rispetto di ambiente, natura ed ecosistema. In cantina, pur potendo contare sulle più moderne tecnologie enologiche, l’obiettivo principale rimane sempre quello di valorizzare ed esaltare ciò che la stagione e il territorio sono stati in grado di esprimere nel frutto. È in questa maniera che l’impresa vitivinicola Prunotto arriva a proporre un’importante gamma di etichette, suddivise tra la linea classica e la linea delle selezioni, quest’ultima creata per esaltare i singoli cru. Dal Barolo al Barbaresco, passando per il Grignolino, per il Roero e per il Moscato d’Asti, si arriva alla Barbera e al Dolcetto: è così che, contraddistinti da uno dei nomi piemontesi più pregiati e rinomati enologicamente parlando, i vini Prunotto ormai da anni si fanno celebri interpreti di alcune delle denominazioni più prestigiose di tutto il Piemonte e non solo, dimostrandosi profondamente eleganti e oltremodo raffinati.

  • Putzenhof

    Putzenhof è una perla incastonata nell’Alto Adige. La storia inizia nel 1956, quando i nonni degli attuali gestori dell’impresa decisero di comprare un antico maso arroccato su una collina e addossato ai piedi di una parete porforica. La produzione vinicola è stata destinata a coprire il proprio fabbisogno, ma dal 2009 è iniziato l’imbottigliamento di vino DOC per la commercializzazione. Le uve vinificate arrivano esclusivamente dai vigneti di proprietà, situati a un’altitudine che varia dai 350 ai 600 metri sul livello del mare. I vini prodotti, grazie allo specifico terroir, sono caratterizzati da una buona mineralità, da un’ottima sapidità e hanno un’acidità molto equilibrata.

  • Riecine

    A Gaiole nel cuore del Chianti, c’è quello che dagli esperti è considerato uno dei migliori vigneti d’Italia. Secondo alcuni documenti ecclesiastici, sembra che già nel XII secolo esistesse un podere conosciuto come Riecine, che allora apparteneva a un vicino monastero. Nel 1971, l’inglese John Dunkley, decise di acquistare, proprio dal monastero di Badia Coltibuono, circa un ettaro e mezzo di terra. Nel 1973 venne prodotta la prima annata di Chianti Classico che, immessa due anni dopo sul mercato, fu subito un grande successo. In poco tempo, John Dunkley divenne uno dei più importanti produttori di Chianti Classico. La proprietà di Riecine appartiene oggi a un gruppo di investitori che ha scelto di lasciare la guida dell’azienda al winemaker Sean O’Callaghan, il quale è responsabile di tutti i processi di vinificazione dal 1991, periodo in cui Riecine apparteneva ancora ai coniugi Dunkley. La produzione di vini Sangiovese in purezza è la bandiera dell’azienda, che nelle annate migliore produce anche il “supertuscan” La Gioia. 

  • Rinaldini

  • Rivetti Massimo

    L'azienda Agricola Rivetti Massimo si trova a Neive, in Piemonte; i suoi vigneti si estendono sulle soleggiate colline della bassa Langa.

    I venti ettari destinati interamente alla coltivazione della vite sono ripartiti in tre cascine distinte:

    Froi, sito nel comune di Neive, è il centro aziendale di proprietà della famiglia fin dal 1947. Da sempre destinata alla produzione vitivinicola, con la cantina e dodici ettari vitati, è una delle strutture più antiche della zona (già citata nelle mappe militari alla fine del 1800).
    I vigneti sono accorpati e favorevolmente esposti a Sud, Sud-Ovest tanto che annoverano due sottozone di particolare elezione per la produzione del Nebbiolo da Barbaresco, denominate RIVETTI e SERRABOELLA; oltre al Nebbiolo sono coltivati anche Barbera d’Alba, Moscato d’Asti e Cabernet Sauvignon. La gran parte dei vigneti ha età compresa tra i trenta e i cinquant’anni, ed un’alta densità ettaro (4500 / 6500 ceppi).

    Garassino, collocata nel Comune di Mango, comprende quattro ettari con esposizione Sud-Ovest. Per la nostra azienda rappresenta la possibilità d’espansione futura degli impianti; qui, infatti, i vigneti sono più giovani e l’impostazione è orientata all’innovazione delle varietà Piemontesi con l’introduzione di Merlot, Pinot Nero, affiancati al Langhe Nebbiolo e al Langhe Arneis.

    La Palazzina, presente nel comune di Alba, comprende anch’essa quattro ettari vitati con varietà tradizionali come: il Nebbiolo d’Alba, il Barbera d’Alba e il Dolcetto d’Alba, con vigneti in piena maturità (oltre i 35 anni) esposti a mezzogiorno.

  • Rocche dei Manzoni

    Podere Rocche dei Manzoni Nasce nel 1974 in Località Manzoni nel comune di Monforte d’Alba, cuore pulsante delle Langhe e del territorio di produzione del Barolo, per volontà di Valentino Migliorini.

    Oggi l’azienda è costituita da 50 ettari, tutti facenti parte dello stesso comune con proprietà nei migliori e più vocati appezzamenti dell’area vitivinicola.

    Una azienda modello, che si è sempre contraddistinta per scelte coraggiose e vincenti. Nel 1976 abbiamo creato il primo vino in assemblaggio in langa, siamo stati i primi nel 1978 ad utilizzare la barriques per la vinificazione dei nostri vini e nello stesso anno è iniziata la nostra produzione.

  • Roeno

    Da dove deriva il nome Roeno?

    Roeno è un acronimo tra Ro, dal nome del fondatore Rolando, e la parola greca enos.

     L’azienda Vitivinicola è stata fondata oltre 50 anni fa da Rolando Fugatti e la moglie Giuliana che con grande impegno, iniziarono ad investire il loro amore per la terra, nella Valdadige Trentina Veronese.

    Oggi l’azienda Roeno è gestita dai figli Roberta, Cristina e Giuseppe che oltre a seguire la coltivazione  della vite e la produzione del vino, sono particolarmente attenti all’enoturismo, accostando alla cantina l’agriturismo e l’accogliente locanda ove è possibile degustare i vini con i piatti della tradizione trentina e veronese.

    L’Azienda Agricola, la Locanda e l’Agriturismo Roeno, si trovano al confine tra la provincia di Verona e la provincia di Trento, alle pendici del Monte Baldo in località  Belluno Veronese, nel mezzo della Terradeiforti. I vigneti si estendono in tutta la valle dell’Adige, abbracciando a nord anche il Trentino Alto Adige e verso Verona la zona del Bardolino

  • Rupert & Rotschild Vignerons

    Dalla collaborazione tra “La Compagnie Vinicole Baron Edmond de Rothschild” e la famiglia Rupert, entrambe accomunate da una forte passione per il vino, è nata nel 1997 la Rupert & Rothschild Vignerons. Situata in Sud Africa, ai piedi della Simonsberg Mountain, l’azienda si trova nella valle in cui, oltre trecento anni fa, i primi ugonotti francesi si trasferirono per coltivarvi la vite, avendo riscontrato in questa zona un territorio simile a quello di alcune regioni vinicole della Francia. Oltre a produrre vini di alta qualità, la Rupert & Rothschild è molto attenta a preservare e rispettare l’ambiente, filosofia che si ritrova anche in cantina, dove le uve arrivano solo se sono nel loro stato ottimale di salute e maturazione. Le vinificazioni prevedono il minimo intervento artificiale, e per l’affinamento dei vini vengono usate barrique, botti di rovere francese o vasche di cemento. Tre etichette in tutto, al momento: uno chardonnay in purezza e due rossi frutto di blend ottenuti da vitigni internazionali. Il sudafricano Dr. Anton Rupert e il Francese Barone Edmond de Rothschild ci regalano queste perle, in cui la loro visione e i loro principi guida sono stati portati avanti dai rispettivi figli, Anthonij Rupert e il Barone Benjamin de Rothschild, al fine di produrre il vino di migliore qualità.

  • San Fabiano Calcinaia

    L’ Azienda Agricola San Fabiano Calcinaia è localizzata tra le colline del prestigioso paesaggio chiantigiano. La casa padronale e le cantine fanno parte di un piccolo borgo medievale risalente circa all’ anno 1000 d.c.

    Guido Serio e sua moglie Isa sono arrivati a San Fabiano nel 1983 e subito si sono impegnati con investimenti volti a produrre vini di qualità. Il rinnovo dei vigneti la cantina di affinamento in legno sono via via i passi che si sono realizzati nel tempo.

    Oggi San Fabiano Calcinaia produce vini apprezzati in tutto il mondo: il Chianti Classico d’annata, il Chianti Classico Riserva “Cellole”, il Cerviolo Rosso, il Cabernet Sauvignon Igt, il Casa Boschino Igt, il Cerviolo Bianco Igt, una piccola produzione di Vin Santo del Chianti Classico e di Grappa del Chianti Classico “Cellole”; oltre naturalmente al profumato e fragrante Olio Extra Vergine di Oliva.

  • Sapaio

    L’azienda Podere Sapaio, nata nel 1999, è stata fondata dall’attuale proprietario Massimo Piccin. Situata in Toscana, al confine tra Castagneto Carducci e Bibbona, conta 25 ettari vitati, composti perlopiù dai tipici vitigni di origine bordolese quali il cabernet sauvignon, il cabernet franc e il merlot. I nomi “Volpolo” e “Sapaio” richiamano due antichi vitigni toscani – volpola e sapaia – e sono stati scelti per mettere in evidenza l’origine locale dei prodotti, a partire dal loro appellativo. La corona, invece, simbolo dell’azienda, vuole essere un omaggio alla nobiltà del vino e del territorio, pienamente rispettati nel lavoro svolto tra i filari e in cantina.

  • Scarpa

    Fondata nel 1854, Scarpa ha sviluppato un'immagine distintiva di cantina specializzata nei singoli vigneti e nei vini "Riserva", acquisendo una reputazione mondiale come campione del tradizionale metodo di vinificazione, con lunghi processi di macerazione e una maturazione prolungata nella grande rovere francese Allier barili.

    Oggi Scarpa mostra ancora la stessa passione e impegno nella produzione di vini esclusivi da apprezzare dai conoscitori di tutto il mondo. La gestione della cantina non è un cercatore di tendenza; Nessuna varietà internazionale è utilizzata per mantenere rigorosamente lo stile unico del vino nella tradizione piemontese locale. La gamma comprende Barbera d'Asti, Dolcetto d'Acqui, Freisa, Dry Brachetto, Nebbiolo d'Alba, Barbaresco, Barolo e Rouchet.

  • Schiopetto

    L'Azienda Agricola Mario Schiopetto è una delle aziende storiche del Collio. Sulle colline di Capriva del Friuli, Mario Schiopetto produce vini dal 1965. Oggi i figli Maria Angela, Carlo e Giorgio continuano la tradizione di famiglia, ciascuno di loro ricoprendo in azienda il ruolo più adatto alle proprie attitudini, con l’obiettivo comune di creare un vino di qualità. 

    Cantine come Volpe Pasini e Schiopetto continuano infatti da decenni a proporre vini unici per aderenza territoriale in un contesto di grande contemporaneità, eleganti e longevi. Vini espressivi come pochi altri in regione, dal famoso Friulano alla Ribolla Gialla, dal Pinot Grigio al Sauvignon fino al Merlot, rosso di grande fascino che in Friuli ha trovato casa.

  • Sella e Mosca

    Più di un secolo é trascorso da quando due piemontesi amanti dell’avventura iniziarono a bonificare le terre sulle quali si estende oggi, per oltre 550 ha, il vigneto di Sella&Mosca ad Alghero. Un paesaggio incantevole, una terra ricca di promesse e l’incontro fortunato di due personaggi affascinati da una terra incontaminata: l’ingegnere Sella e l’avvocato Mosca. Queste le origini di Sella&Mosca, che nei primi anni del Novecento diede inizio alla più prestigiosa produzione di vini in Sardegna. Ci troviamo in località I Piani, a nord di Alghero: qui, su un’area di 650 ettari, di cui 550 coltivati a vite, si estendono le Tenute Sella&Mosca. A questi vigneti si aggiungono i tenimenti in Gallura e nel Sulcis. Chi visita oggi l’affascinante tenuta rivive la pionieristica atmosfera dell’inizio del secolo in un caleidoscopio di profumi e colori che esprimono il carattere di questa terra assolata e forte e che tanto contribuiscono alla personalità di vini dal gusto solare, generoso e inconfondibilmente mediterraneo. Il rispetto del luogo e della cultura del vino, l’attaccamento alla terra e alle sue tradizioni. Sono le regole trasmesse dai fondatori che da sempre ispirano l’attività di Sella&Mosca e che ne hanno determinato il successo. Sella&Mosca esprime appieno, con le proprie scelte produttive, i due volti della terra di Sardegna. Il primo, quello tradizionale, tenacemente legato alla terra, ed il secondo solare e mediterraneo. A fronte infatti di un'avviata produzione di vini rossi e vini liquorosi, Sella&Mosca ha saputo rispondere alle aspettative di un mercato in continua evoluzione con proposte nuove di vini bianchi e rose', giovani e leggeri, attuali e versatili. Una filosofia fondata su scelte coerenti e dinamiche che permette a Sella&Mosca di soddisfare consumatori sempre piu' esigenti.

  • Speri

    Da sette generazioni la famiglia Speri ha iniziato l’attività di viticoltori in Valpolicella. Cambiano i tempi, ma i vecchi valori restano, così come rimane l’orgoglio di far parte di una straordinaria terra come la Valpolicella Classica, unito al dovere morale di raccontarla attraverso questi vini. Famiglia storica della Valpolicella, l’azienda Speri è un’autorevole e fedele interprete dei vini della Valpolicella Classica, divenuta, per la sua continuità e il suo forte radicamento al territorio, un punto di riferimento dell’enologia italiana.

  • Tasca

    La nostra storia è scritta nella terra alla quale, da otto generazioni, riserviamo l’attenzione e l’amore che si destina ad un componente della famiglia. I nostri nonni ci hanno insegnato a rispettarla con lo sguardo sempre rivolto al futuro e questa visione, ancora oggi, ci permette di avere vigne rigogliose e di coltivare terreni ricchi e fertili. Alla tenuta storica, Regaleali, negli anni, attraverso un preciso progetto di valorizzazione delle varietà autoctone e dei territori a maggiore vocazione vitivinicola, si sono aggiunte Capofaro a Salina nell’arcipelago delle Eolie, Tascante sull’Etna, Whitaker a Mozia in provincia di Trapani e Sallier de La Tour nella Doc Monreale, ciascuna con la sua storia da scrivere, ciascuna con una Sicilia diversa da raccontare. La sfida più grande per noi, adesso, è quella di preservare questi luoghi per lasciare ai nostri figli un ambiente migliore, con un’attenzione costante alla salvaguardia di ogni singolo ecosistema.

  • Tenuta di Fessina

    Federico Curtaz è un celebre agronomo, valdostano di origine, che negli anni si è costruito una fama di consulente serio e preparato. Il destino lo ha condotto sulle pendici di una montagna lontanissima da casa sua: l’Etna. Una sfida che ha scelto di raccogliere nel 2007 in compagnia della sua socia e produttrice in Toscana Silvia Maestrelli. Nel giro di pochi anni Tenuta di Fessina ha raggiungo traguardi qualitativi davvero eccezionali, frutto di un sapiente e accurato lavoro in vigna e in cantina, che ha permesso all’azienda di produrre dei vini ricchi di carattere, poco inclini a cavalcare le mode del momento. Uve autoctone, terreni ricchi di scheletro e cenere vulcanica e altitudini delle vigne che toccano i 900 metri di quota, sono gli ingredienti di una produzione più che riuscita, dove le specificità del terroir vengono ulteriormente valorizzate da un intelligente uso del legno (solo tonneau e botte grande) e dell’acciaio. La cantina sorge sulla strada principale di Rovittello, dopo la linea ferrata della Circumetnea.La vecchia casa padronale, incorniciata da secolari alberi di millicucco, è eretta su una “conca” irregolare di 6 ettari, interamente circondata da due braccia di antiche eruzioni laviche, ormai riconquistate dalla vegetazione. Una cantina che ci ha impressionato con il suo splendido Etna Bianco, fiera e autentica espressione di questo magnifico territorio.

  • Tenuta San Guido

    Tenuta San Guido, il cui nome deriva da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo, è una storica cantina della zona di Bolgheri, situata lungo la costa Etrusca che va da Livorno a Grosseto, nella Maremma toscana. Estesa su una superficie complessiva di circa 2500 ettari, l’azienda può al momento contare su novanta ettari vitati, che includono 75 ettari dedicati esclusivamente alla produzione del Sassicaia, quest’ultimo nato da un’idea del Marchese Mario Incisa della Rocchetta, che voleva creare un grande vino in stile bordolese. Erano infatti gli anni ’20, quando lo stesso Marchese, ispirato da Bordeaux e dall’aristocrazia di un tempo, sognava di arrivare a produrre un vino di razza, un vero e proprio purosangue. Trasferitosi nella tenuta toscana nella seconda metà del ‘900, il Marchese Incisa della Rocchetta iniziò a fare esperimenti, piantando alcune barbatelle di varietà vitate francesi in una zona fino ad allora assolutamente ignota dal punto di vista vitivinicolo. Da quel momento, con splendida lungimiranza, il Marchese Incisa della Rocchetta riuscì a comprendere il potenziale dell’area di Bolgheri e di quei stessi terreni su cui aveva piantato le barbatelle, che presentavano delle caratteristiche uniche, nel microclima molto simili alla zona delle Graves e di Bordeaux. La prima annata messa in commercio fu quella del 1968, e da allora il "Sassicaia" ha raggiunto a livello mondiale una fama inaspettata, crescente di anno in anno. Oltre a questo celebre vino, la Tenuta San Guido produce anche altre due etichette: il “Guidalberto”, da uve cabernet sauvignon e merlot, e “Le Difese”, un IGT ottenuto da cabernet e sangiovese. Con una produzione che sfiora la media di 800mila bottiglie annue, alla Tenuta San Guido va riconosciuto gran parte del merito per cui il territorio di Bolgheri sta riscuotendo successo a livello internazionale. Una storia e una dimensione enologica quasi irreale, quella della Tenuta San Guido, fuori dal comune e sospesa nel tempo, quasi mitologica.

  • Terlan

    Una cantina che non ha bisogno di presentazioni, quella di Terlano, che da decenni rappresenta quanto di meglio l’Alto Adige è in grado di esprimere in termini di finezza e di longevità. Fondata nel 1893 nell’omonima località non lontana da Merano, la cantina Terlano è una delle cooperative di produttori più all’avanguardia non solo di tutto l’Alto Adige, ma anche di tutta la Penisola italiana, al punto da poter essere assunta come simbolo del più perfetto meccanismo di cooperazione in ambito vitivinicolo. I suoi 143 soci coltivano complessivamente 165 ettari di vigneti, pari a una produzione annua totale che supera abbondantemente il milione di bottiglie. Numeri da capogiro, che vanno di pari passo con i migliori vini della regione, bianchi e rossi, capaci puntualmente di mettere d’accordo come pochi altri pubblico e critica. Così Antonio Galloni di Wine Advocate nel 2011: “I migliori vini altoatesini che ho assaggiato quest'anno provengono dalla Cantina Terlano. In poche parole, sono vini di riferimento. Vini che non possono mancare all'interno di ogni cantina importante”. Una strada, quella della qualità più assoluta, che i soci della Cantina di Terlano hanno intrapreso con convinzione nel corso dei decenni, e che è valsa loro fama e riconoscimenti sul mercato vinicolo italiano e internazionale. E allora ecco pinot bianco, chardonnay, pinot grigio, müller thurgau, gewürztraminer e sauvignon blanc, poi ancora lagrein, schiava, pinot noir e torilan: vitigni che sono esaltati nella loro essenzialità se lavorati in etichette tradizionali, e che diventano nomi - ormai - altisonanti se interpretati nelle “etichette-selezioni”: Terlaner, Winkl, Kreuth, Vorberg, Gries, Siebeneich, Siemegg, Monticol, Quarz, Nova Domus, Lunare, Porphyr. In poche parole nomi che nel corso degli anni si sono conquistati, a giusta ragione, il prestigio e la notorietà internazionale, trasformano la stessa cantina di Terlano in una vera e propria istituzione non solo del vino alto atesino, ma dell’intero panorama enologico italiano.

  • Teruzzi & Puthod

    Teruzzi&Puthod nasce all'inizio degli anni Settanta nelle colline di San Gimignano, in Toscana, con la missione di produrre vini di alto livello qualitativo, valorizzando un territorio unico, ricco di storia e cultura. Innovazione, rispetto del territorio e della tradizione enologica toscana caratterizzano l’azienda fin dall’inizio e si traducono nella valorizzazione dei vitigni autoctoni – primo fra tutti la Vernaccia di San Gimignano - e dei vitigni internazionali coltivati, nell’attento lavoro in campagna e nell’utilizzo di moderne tecnologie di vinificazione. Il rigoroso controllo della filiera produttiva attraverso il costante monitoraggio della lavorazione delle uve e delle procedure di vinificazione e affinamento, unitamente ai molteplici controlli di qualità, garantisce il livello qualitativo del prodotto. La passione e la competenza in ogni attività si concretizza nei vini firmati Teruzzi&Puthod, che esprimono e celebrano il territorio toscano e che, nel tempo, si sono affermati sul mercato italiano e internazionale per la qualità e uno stile unico e personale.

  • Tirelli

    Andrea Tirelli giovane custode di circa 4 ettari di Vigna, situata sulle dolci colline del Tortonese. Ha cominciato questo affascinante mestiere nel 2002, dopo aver preso la decisione di ritornare alle origini...La Terra. L'obbiettivo è quello di interpretare la Natura e quello che offre, per raggiungere un prodotto di Qualità, salubre genuino ed accessibile a Tutti.Lavora la vigna con un metodo biodinamico, agricoltura che permette di arricchire il terreno utilizzato e, dal frutto coltivato vinifico in naturale.Da questo lungo, attento ed emozionante lavoro nascono i suoi vini. Terreno eterogeneo argilloso calcareo Barbera, Timorasso, Nibiò, Cortese, Freisa

  • Vietti

    Da quattro generazioni la famiglia Vietti produce vini in Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe. Agli inizi del '900, il figlio Mario iniziò a vendere i Barolo che avevano iniziato a produrre, focalizzando l'azienda di famiglia esclusivamente sull'attività vitivinicola. A partire dagli anni '60 è la figlia Lucia, assieme al marito enologo Alfredo Currado, a portare avanti il lavoro della cantina Vietti, concentradosi sempre più su una produzione di qualità elevata. Alfredo Currado fu il primo a selezionare e vinificare uve provenienti da singoli vigneti, concetto a quel tempo radicale ma oggi applicato da quasi tutte le aziende che producono Barolo e Barbaresco. L'altra grande visione pionieristica di Alfredo è stata quella di valorizzare l'arneis, vitigno autoctono a lungo dimenticato dai produttori della zona: la cantina ha iniziato a vinificarlo in purezza, e così hanno fatto altri produttori in seguito, portanto oggi l'arneis ad essere l'uva a bacca bianca più importante del territorio. Oggi Vietti è considerato uno dei più grandi Barolisti semi-tradizionali, facendo un uso magistrale sia di botti grandi che di barriques.

  • Volpe Pasini

    Volpe Pasini è una secolare azienda agricola dei Colli Orientali del Friuli,  da sempre legata alla produzione enologica. In particolare è dagli anni settanta  si è imposta come una delle cantine di riferimento del Nord-Est facendo conoscere questi vini così eleganti non solo in Italia ma in tutto il mondo. Oggi Volpe Pasini rappresenta una delle cantine più prestigiose di tutto il Friuli-Venezia Giulia. Vini di assoluta eccellenza, perfettamente riconoscibili grazie ad un totale rispetto delle loro naturali caratteristiche.

  • Von Othegraven

    Weingut von Othegraven è una tenuta viticola nella regione del vino della Mosella con una storia viticola del sito dal II-IV secolo e una tradizione documentata di oltre 600 anni. Si trova sulle rive inferiori del fiume Saar un affluente del fiume Mosella, di fronte al villaggio di Kanzem.

    L'azienda si estende su 16 ettari di pura zona da riesling a Kanzem di proprietà di Gunter Jauch la cui nonna era una von Othegraven. La maggior parte dei vini hanno caratteristiche dolci e semi-dolci tipiche delle classificazioni Kabinett e Spätlese.

  • West Cork Distillers

    La città irlandese di Cork, tra le altre cose, è conosciuta e rinomata come la città in cui è nata la cultura del Whiskey in Irlanda. Oltre questo, la regione di Cork è particolarmente famosa e apprezzata anche per le numerose produzioni artigianali Food&Beverage tipicamente irlandesi. A Skibbereen, cittadina situata proprio nella contea di Cork, è nata nel 2008 la “West Cork Distillers”. Fondata da tre amici, due dei quali praticavano precedentemente la pesca d’altura, oggi la “West Cork Distillers”, a pochi anni di distanza dalla sua nascita, è una delle rare distillerie irlandesi indipendenti, che fin dalle origini è riuscita a produrre Whiskey dalla qualità più che eccellente.

  • Williams & Humbert

    Con quasi 140 anni di storia alle spalle, la Bodega Williams & Humbert, fondata nel 1877 da Sir Alexander Williams, grande esperto e appassionato dei prodotti di Jerez, e Arthur Humbert, specialista nei rapporti internazionali, è riconosciuta come una delle più prestigiose cantine di Jerez ed è rinomata a livello mondiale per la produzione di Sherry. Lo Sherry è un vino dalla produzione laboriosa e sofisticata; caduto nel dimenticatoio per anni, non ha in realtà mai perso il suo valore di vino d’eccellenza tanto che ultimamente si stanno riaccendendo i riflettori su questo prodotto davvero unico. Gli impianti della Bodegas Williamas & Humbert, ritenuti i più grandi d'Europa, si compongono di un complesso di edifici collegati tra loro che occupano una superficie di circa 180.000 metri quadrati. I prodotti della Bodegas uniscono tradizione e savoir-faire acquisiti nel corso dei secoli ed espressi dalla qualità delle sue prestigiose etichette. La cantina conserva ancora vini e brandy che risalgono all'epoca della sua fondazione ed ha ottenuto il Premio Nazionale di Architettura. Le vigne di proprietà aziendale sono situate nel triangolo formato da Jerez de la Frontera, Puerto di Santa Maria e Sanlucar di Barrameda, zona che gode di un particolare e favorevole microclima dovuto alla presenza dei fiumi Guadalquivir e Guadalete. Nel panorama globale, la Williams & Humbert sta sviluppando un ambizioso programma di diversificazione del settore agroalimentare di alta qualità. Fra i progetti più innovativi, vi sono i Rum Dos Maderas che vengono realizzati e parzialmente invecchiati ai Caraibi, per poi essere trasferiti a Jerez dove finiscono di maturare. Nel rispetto dei valori più importanti della tradizione, il piano strategico della Williams & Humbert si sviluppa con una grande vitalità creativa e con un forte spirito di modernizzazione; la grande tenacia e la spinta innovativa, sempre legata, comunque, ai valori della tradizione, ne rappresentano lo spirito.

  • Yamazakura

    La Sasanokawa Shuzo è una distilleria tradizionale di liquori fondata nel 1765 con sede a Koriyama nella prefettura di Fukushima, principalmente produce sake e shochu ma dal 1946 e attiva anche nella produzione di whisky. Il nome Yamazakura deriva dalle parole giapponesi Yama che significa "montagna" e Sakura che significa "ciliegi"

Mostrando 1 - 6 di 109 articoli