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Orange Wine

Vini Orange? Sì, vini Orange. Proprio come ai sapori dolce, salato, acido e amaro si è unito il quinto gusto, l’umami, così ai tre colori del vino, bianco, rosso e rosè, si è unito il quarto membro: l'orange.

È uno stile di vini nuovo, con il quale gli anglosassoni per praticità hanno etichettato i vini prodotti da uve bianche att...

Vini Orange? Sì, vini Orange. Proprio come ai sapori dolce, salato, acido e amaro si è unito il quinto gusto, l’umami, così ai tre colori del vino, bianco, rosso e rosè, si è unito il quarto membro: l'orange.

È uno stile di vini nuovo, con il quale gli anglosassoni per praticità hanno etichettato i vini prodotti da uve bianche attraverso la macerazione prolungata. Il mosto in fermentazione rimane a lungo in contatto con le bucce dei chicchi, traendo da esse i tannini e il colore arancione dorato con tendenze all'ambra. 

La percezione dei sapori è ampia, complessa. Va dall'intensità tannica con gli aromi primari dell'uva alla frutta matura e secca con note erbacee e fragranti.

Una caratteristica dei vini Orange è data dal tempo di macerazione. A seconda della varietà dell’uva, ma soprattutto per scelte individuali, i produttori optano per periodi di macerazione cha vanno da qualche giorno a diversi mesi, caratteristica questa dei vini prodotti nelle anfore di argilla Georgiane. 

Per i vignaioli si tratta di una filosofia derivante da una scelta di vita. Inizia con il lavoro nel vigneto per la coltivazione di uve sane che attraverso la fermentazione naturale, non refrigerata e senza l'aggiunta di lieviti selettivi, generano vini di grande consistenza e carattere. Dopo l’affinamento in botti di legno vengono imbottigliati senza essere filtrati. Le bottiglie vengono conservate verticalmente in modo che il vino chiarifichi con la deposizione per caduta delle particelle organiche. In alcuni casi viene addirittura servito seguendo le fasi lunari.

L’elevata capacità di conservazione del vino senza l’aggiunta di solfiti è dovuta soprattutto alle uve sane e dallo sfoltimento dell’uva aumentando la capacita di autodifesa della vite. La produzione dei vini arancione richiede un costante impegno e cura del vigneto, con sistemi e metodi naturali e eco-sostenibili. Molti sono i vini sono prodotti seguendo i metodi biodinamici o demeter. Le produzioni sono limitate e le quantità ricavate, in rapporto alla superfice del vigneto, molto ridotte. Anche il periodo di maturazione del vino in cantina è molto più lungo. Il rispetto della natura e la ricerca di un prodotto sano è una filosofia apprezzata e sempre più diffusa tra gli appassionati del vino. I vitivinicoltori che tutelano l’ambiente naturale, sano e incontaminato, che custodiscono le vecchie tradizioni e la conservazione o il recupero di vitigni spesso dimenticati vengono incentivati e sostenuti dai veri appassionati degli Orange.

I vini arancione costituiscono una piccola ma importante nicchia nell’ampia offerta dei vini. Quello che viene ormai definito l'epicentro della produzione mondiale racchiude l’area del nord Adriatico, nei territori tra Slovenia, Italia, Croazia e Austria, che si estendono dall'Istria attraverso il Carso e la valle del Vipacco fino al Collio e alla bassa Friulana. Mentre al nord si stanno convergendo all’ Orange le aree della Stiria e della Carinzia. Cresce anche il numero dei vignaioli che attraverso lo scambio di esperienze, opinioni e conoscenze tramandano i metodi di produzione tradizionale sviluppando così nuove conoscenze per affinare e migliorare i loro vini. 

La patria del vino o il suo territorio di origine viene comunemente considerata la Georgia. Da qui la caratteristica produzione nei Kvevri, contenitori di argilla sepolti nella terra dove il vino macera rimanendo a contatto con le bucce per diversi mesi. Da qui si espanse nell’Europa centrale e occidentale. 

I vini bianchi a lunga macerazione sono prodotti su piccole aree. Le produzioni sono contenute, come anche le superfici dei vigneti. Un territorio che dall’Adriatico settentrionale si sta lentamente estendendo in Italia, Austria, Germania, Francia, Spagna, Ungheria, Serbia ... e nelle nuove regioni vinicole come sono la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti.

La produzione di vini arancione viene spesso considerata da boutique o di nicchia. I coltivatori sono di fatto dei contadini profondamente radicati alle tradizioni, quasi tutti provengono da piccole aziende a conduzione familiare.

I vini arancione vengono definiti vini o d’autore. La loro produzione richiede tanto lavoro manuale, molta cura del vigneto per ottenere uve sane che dopo la nobile trasformazione in vino necessita di una costante attenzione in cantina. Per i produttori votati all’Orange non c'è spazio per i compromessi.

Il carattere deciso e raffinato dei vini “d’autore” riserva un esperienza unica se degustati in compagnia dei loro produttori.

Si accompagnano bene ai piatti tradizionali delle loro regioni d’origine. La loro aromaticità, il sapore intenso unito alla fragranza e la persistenza del retrogusto aprono a un vasto assortimento di pietanze con le quali abbinarli, anche in sostituzione al vino rosso.

I piatti di pesce, in particolare quelli serviti crudi e lievemente più grassi, si abbinano perfettamente ai vini Orange, esaltati dalla lieve untuosità deposta sulle papille gustative. Trovano così ampio consenso nella cucina asiatica, principalmente quella giapponese. Per i piatti di sushi e sashimi non c’è migliore accompagnamento dei vini Orange. Nella tradizione mediterranea oltre ai piatti di carne e selvaggina si abbinano molto bene all’agnello e al capretto.

(fonte: Orange Wine Festival) 

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