Catalogo

Denominazione
Produttore
Vitigno
Gradazione Alcolica
Tipo
Regione
Negroamaro

Il Negroamaro è il vitigno più conosciuto tra gli autoctoni pugliesi e, più precisamente, del Salento. Pur non avendo notizie certe sulle origini di questo vitigno, si può affermare con buona sicurezza che la sua coltivazione risale all’epoca della colonizzazione greca, nel VII-VIII secolo a.C. Questa tesi sembrerebbe confermata dal nome Negroam...

Il Negroamaro è il vitigno più conosciuto tra gli autoctoni pugliesi e, più precisamente, del Salento. Pur non avendo notizie certe sulle origini di questo vitigno, si può affermare con buona sicurezza che la sua coltivazione risale all’epoca della colonizzazione greca, nel VII-VIII secolo a.C. Questa tesi sembrerebbe confermata dal nome Negroamaro, che non deriverebbe, come sostengono alcuni, dal nome dialettale "niuru maru', usato dai locali, né tantomeno dal suo gusto amarognolo, ma da due parole indicanti entrambe il colore nero: la latina Nigra e la greca Mavros, utilizzate insieme per sottolineare l’intenso colore nero, scuro, sia della buccia dell’uva che del vino ottenuto.

Per oltre un secolo il Negroamaro, per la sua massiccia coltivazione, è stato conosciuto unicamente come vino da taglio ed è stato utilizzato molto spesso per migliorare i vini settentrionali con il suo intenso colore. Solo negli ultimi vent’anni, grazie al lavoro di alcuni produttori che hanno posto come loro obiettivo la qualità, tale varietà è riuscita a farsi conoscere come vino dai grandi contenuti enologici e dalle superiori qualità organolettiche. Un vino di grande personalità, riconoscibile al primo sorso, fortemente legato al territorio del Salento, del quale racconta colore e solarità.

La pianta del Negroamaro si presenta molto vigorosa a germogliamento medio, tralci robusti ad internodo medio, si adatta a diversi tipi di terreni anche se predilige quelli calcareo-argillosi, resiste bene ai climi caldi anche se aridi. Presenta una sensibilità alle malattie nella norma, un po’ sensibile alla Botrite negli autunni piovosi ed alla Tignola in periodi sfavorevoli. Resiste discretamente alle brinate ed è poco sensibile all’oidio e alla peronospora. Dal sistema tradizionale di allevamento ad alberello si è passati, negli ultimi 20 anni, ad un sistema di allevamento moderno, con spalliera e una densità che, a volte, sfiora anche i sei mila ceppi per ettaro. Il grappolo del Negroamaro, morfologicamente, si mostra di media grandezza, conico o tronco-conico, serrato; acino medio-grosso con buccia spessa, pruinosa, di colore nero violaceo. La polpa è succosa, dolce e con sapore neutro. L’epoca di maturazione è abbastanza tardiva, protraendosi in alcune zone collinari alla terza decade di settembre, con una produzione costante in ogni forma di allevamento.

Questo vitigno costituisce la base di alcuni dei migliori vini del Salento, dai freschi e sapidi rosati ai potenti e grandiosi rossi, entrambi riconoscibili da una naturale eleganza e morbidezza. Il Negroamaro in purezza presenta un colore rubino scuro, profondo; sapore rotondo, amarognolo, asciutto. Vinificato, anche con la Malvasia Nera, produce un ottimo rosato, un vino a tutto pasto, caratterizzato da un colore più intenso e brillante rispetto a quello espresso normalmente dagli altri rosati, con riflessi rosa antico che richiamano il corallo.

Fonte e approfondimenti: Consorzio http://www.consorziotutelasalicesalentino.it

Più

Negroamaro Ci sono 2 prodotti.

Mostrando 1 - 2 di 2 articoli
Mostrando 1 - 2 di 2 articoli